venerdì, Dicembre 3, 2021
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Video – Sgominata «banda del buco» a Napoli, arrestate 12 persone

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Arrestata nella notte dai Carabinieri della Compagnia di Napoli-Centro una “banda del buco” composta da 12 complici; dopo indagini coordinate dalla Procura di Napoli il G.i.p. ha emesso un’occ per associazione a delinquere, detenzione e porto illegali di armi, rapina, furto aggravato e ricettazione, reati di cui i soggetti rispondono a vario titolo.

Erano specializzati in banche e gioiellerie

L’associazione a delinquere si dedicava a rapine e furti in banche e gioiellerie. 6 i colpi accertati tra Napoli e provincia -tutti sventati dai Carabinieri- che avrebbero potuto fruttare centinaia di migliaia di euro. L’indagine partì proprio da una tentata rapina alla gioielleria “Bulgari” nella lussuosa via dei mille nel gennaio 2017 e ha portato i Carabinieri a identificare i malviventi ed a chiarirne le mansioni.

Erano, infatti, tutti specializzati: prima studiavano a tavolino le difese passive degli obiettivi, poi gli specialisti dei sopralluoghi entravano negli obiettivi e li “mappavano” per individuare le via d’accesso e di fuga e prendere le misure dei buchi da realizzare; era quindi il turno degli “scavatori”, conoscitori della rete fognaria di Napoli, che si occupavano della realizzazione del buco mentre i “pali”, radiotrasmittente alla mano, li facevano lavorare tranquilli controllando i movimenti in superficie. Alla fine, dopo attività di scavo durate anche mesi, i malfattori uscivano dalle fogne con tute integrali e stivaloni di gomma quindi, con volto travisato e armati di pistole, assalivano gli impiegati di banca o i commessi delle gioiellerie costringendoli ad aprire caveau e cassette di sicurezza.

Per muoversi meglio, inoltre, si sono avvalsi di una guardia giurata e di un dipendente del “servizio fognature” del Comune di Napoli che avevano messo le loro competenze a disposizione di fini improbi. 9 arrestati sono finiti in carcere, 3 ai domiciliari. 3 erano stati già arrestati in flagranza durante l’indagine: furono sorpresi a Quarto, uno dopo aver tentato un furto in una gioielleria e due con addosso una semiautomatica; sequestrati, nel corso dell’attività, trapani, un martello pneumatico, lampade da minatore, divise di istituti di vigilanza privata e delle poste italiane.

Ognuno aveva il suo ruolo, coinvolto anche un dipendente del Comune di Napoli

C’era l’esperto nell’annientate i sistemi di protezione passiva degli istituti di credito; il basista nonche’ armiere della banda, che godeva di buona fiducia perche’ di professione (ufficiale) faceva la guardia giurata. E pure l’esperto di informatica e telecomunicazione, che si occupava del funzionamento delle radiotrasmittenti da usare durante i colpi. E per finire il profondo conoscitore del sistema fognario di Napoli dove la ‘banda’ si infilava per poter raggiungere, senza essere visti, i punti di interesse: l’esperto e’ un dipendente del Comune di Napoli addetto al Servizio Ciclo Integrato delle Acque, Gennaro Cristofaro, che e’ finito in carcere. Questi i ruoli chiave dell’organizzazione sgominata dai carabinieri.

Oltre al raid ai danni della gioielleria Bulgari in via Filangieri, del 19 luglio del 2016 nel corso del quale venne immobilizzato anche uno dei dipendenti che si trovava nei locali al momento del colpo (ma i banditi rimasero a bocca asciutta per l’arrivo della vigilanza), c’e’ anche la tentata rapina alla filiale del Monte dei Maschi di Siena di viale Augusto nel febbraio del 2017 che non ando’ a buon fine per via della resistenza opposta dal direttore della filiale; il raid tentato ad una gioielleria di Quarto, che porto’ all’arresto in flagranza di uno dei componenti della banda (2017). Al centro dell’inchiesta, condotta dai carabinieri, ci sono le numerosissime conversazioni intrattenute dagli indagati, il pedinamento di alcuni sospettati, l’incrocio dei dati emergenti dalle conversazioni co i dati forniti di volta in volta dal segnale Gps proveniente da un telefono intercettato e dalle auto in uso alla banda.

I nomi degli arrestati

GIUSEPPE CAPEZZUTO, 66ENNE ,DOMICILIATO A CASTELNUOVO CILENTO (SA), Già NOTO;

PASQUALE IACOMO, 60ENNE, DI CICCIANO, Già NOTO;

GENNARO CRISTOFARO, 66ENNE, DI MONTESANTO, Già NOTO;

FRANCESCO TRINCHILLO, 46ENNE, DI QUARTO, Già NOTO;

MAURO RUSSO, 41ENNE, DI CAIVANO, Già NOTO;

ANTONIO RACCA, 47ENNE, DI VILLARICCA, Già NOTO;

VINCENZO ALBORETO, 55ENNE, RESIDENTE E Già AGLI ARRESTI DOMICILIARI A SCALEA (CS), Già NOTO;

GIUSEPPE CASO, 40ENNE, DI CERCOLA, Già DETENUTO NEL CARCERE DI ARIANO IRIPINO (AV);

VINCENZO CIOFFI, 49ENNE, DEI QUARTIERI E Già AGLI ARRESTI DOMICILIARI, Già NOTO;

MICHELE CARANDENTE, 34ENNE ,DI QUARTO, Già AGLI ARRESTI DOMICILIARI, (AA.DD.);

C.M., 45ENNE, DI VILLARICCA, L’UNICA INCENSURATA, (AA.DD.);

MASSIMO D’ONOFRIO, 42ENNE, DEL PARCO VERDE, Già NOTO. (AA.DD.).

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