Giuseppe Greco (sin), Ciro Cirollo e Domenico Romano (des.)

Giuseppe Greco ha confessato di aver inseguito e speronato lo scooter con a bordo i due uomini che lo avevano rapinato del Rolex: resterà in carcere, respinta la richiesta dei domiciliari.

Ha confessato Giuseppe Greco, ammettendo di aver raccontato il falso. Il 25enne, per il quale il gip del tribunale di Napoli Nord, Nicola Paone, ha convalidato il fermo emesso dalla Procura di Napoli Nord guidata da Carmine Renzulli, ha ammesso, nell’interrogatorio di garanzia a cui è stato sottoposto nel carcere di Poggioreale, di aver speronato, venerdì scorso, con la sua Smart, lo scooter T-Max su cui viaggiavano i due uomini che poco prima lo avevano rapinato del prezioso Rolex. Nei suoi confronti viene contestato il reato di omicidio volontario. Respinta la richiesta del legale di Greco, Domenico Della Gatta, degli arresti domiciliari, anche con applicazione del braccialetto elettronico.

Ancora sotto choc, il giovane ha raccontato la sua versione della vicenda, sottolineando non non aver mai avuto “alcuna intenzione di ucciderli” e che l’unico motivo per cui si è messo all’inseguimento dello scooter con a bordo i malviventi è perché “volevo solo prendere la targa”. Il 25enne ha anche spiegato di aver dato un’altra versione dei fatti, ovvero che oltre al Rolex, Ciro Chirollo, 30 anni, e Domenico Romano, 40 anni, gli avessero sottratto “per paura di ritorsioni, per non deludere la mia fidanzata e la mia famiglia. Ho sbagliato, cercate di capirmi, sto male vi prego aiutatemi”, ha implorato al magistrato.

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“Anch’io volevo tornarmene a casa – ha proseguito nel suo racconto –, poi li ho incrociati alla rotonda di San Rocco, a meno di un chilometro di distanza dal punto della rapina, e a quel punto ho pensato di inseguirli, ma non per ucciderli, ma per la targa; in prossimità di una curva, li ho tamponati e ho perso il controllo della mia Smart, che dopo qualche metro si è fermata. L’auto non funzionava più, così sono sceso, e non sono passato sopra i loro corpi come ho letto. Poco dopo ho incontrato un ragazzo in scooter che mi ha riaccompagnato sul luogo della rapina e poi a casa. Quindi, con mio fratello, mi sono recato dai carabinieri. Sono sconvolto. Se volete vi accompagno sul posto”.

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