I tempi sono cambiati, oggi, grazie alle avanzate tecnologie, è molto più semplice inchiodare alle sue responsabilità chi delinque. Un rapinatore identificato grazie al suo Dna trovato su una sua maglietta abbandonata. In questo modo i carabinieri della Stazione di Varcaturo, hanno arrestato Mario Riccio, un 25enne già noto alle forze dell’ordine che dovrà rispondere di rapina aggravata in concorso commessa due anni fa.

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Cold case risolto
due anni dopo i fatti
Grazie alle tracce
di Dna rinvenute
sulla maglietta utilizzata
per una rapina

Il giovane è infatti ritenuto responsabile, insieme a un presunto complice, ancora in via di identificazione, di una rapina commessa la sera dell’8 giugno del 2017 ai danni di un passante. Quest’ultimo era stato bloccato mentre transitava alla guida della sua utilitaria per Via Vicinale Masseria Vecchia.

Riccio e un’altra persona, con la minaccia di due pistole, hanno ricostruito gli inquirenti, lo avevano costretto a fermarsi e successivamente a raggiungere in auto una stradina sterrata nelle vicinanze dove, dopo averlo picchiato, lo avevano depredato della vettura, di circa 70 euro in denaro contante e di due telefonini. Le indagini per l’identificazione del malfattore sono partite alcuni giorni dopo i fatti, quando una pattuglia di carabinieri in servizio di perlustrazione per il controllo del territorio aveva rivenuto abbandonata in Via Vicinale Recapito, la vettura rubata. A bordo c’era ancora una maglietta bianca poi riconosciuta dalla vittima come quella indossata da uno dei rapinatori. Il capo di abbigliamento era quindi stato inviato al Racis di Roma per gli accertamenti biologici. Sulla maglietta abbandonata i tecnici hanno rilevato tracce biologiche risultate compatibili con Riccio.