lunedì, Novembre 29, 2021
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Il pentito confessa sul condannato a morte: «Non l’abbiamo ucciso, gli volevamo bene»

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Il pentito Pasquale Rapicano vuota il sacco in merito all’omicidio che per la verità non è mai stato commesso. I D’Alessandro volevano eliminare Giovanni Savarese. “Se non è stato ucciso – rivela il pentito – è perché sia io che Gaetano Vitale non siamo mai andati fino in fondo. E’ cresciuto con noi e gli volevamo bene anche se aveva sbagliato”.

Rapicano dice tutto sulla condanna a morte di Savarese

Il pentito racconta degli incontri avuti con Pasquale Vuolo e Salvatore Imparato. C’era l’ordine da parte di Scanzano di non fermare la mattanza contro coloro che avevano fatto parte del gruppo rivale degli Omobono-Scarpa. Savarese aveva partecipato all’omicidio di Antonio Martone, ma il gruppo del centro antico gli fece capire che aveva sbagliato e così lui decise di restituire le armi a Massimo Scarpa. Quello era il segnale che stava rientrando nel clan D’Alessandro anche se non è mai stato perdonato. “Savarese era furbo – chiosa Rapicano -. Non era uno facile da ammazzare anche perché non girava mai da solo”.

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