L’azienda valuta una nuova collocazione per il giornalista. Sul tavolo pesano le inchieste, gli scontri interni e il caso delle automobili
La Rai starebbe lavorando a una nuova collocazione per Sigfrido Ranucci, con l’ipotesi di separarlo dalla conduzione di Report. Il giornalista manterrebbe lo stipendio e potrebbe approdare al Tg3 o a RaiNews, mentre il programma verrebbe ripensato.
L’ipotesi di una Report senza conduttore
La formula allo studio prevede il ritorno della squadra in video dopo la pausa, ma senza una figura fissa al centro dello studio. Le puntate potrebbero essere affidate a rotazione agli autori delle singole inchieste.
Una trasformazione del genere cambierebbe l’identità di un programma che la stessa pagina ufficiale di Report su RaiPlay continua ad associare al suo conduttore e alla sua squadra.
Ranucci parla di allontanamento
Ranucci ha reso pubblico il clima interno con parole dirette: «I vertici Rai sono al lavoro per il mio allontanamento». Il suo avvocato, Giorgio De Vita, legge il progetto come un altro passaggio di una lunga persecuzione professionale.
Il punto non riguarda soltanto la conduzione. La Rai dovrebbe decidere anche se conservargli l’incarico di vicedirettore, modificarlo oppure svuotarlo di funzioni.
La difesa del lavoro svolto
Durante un incontro pubblico a Cerveteri, Ranucci ha detto: «Le sto pagando tutte, dal caso Berlusconi a quello della strage di Capaci». Ha poi rivendicato il rapporto con il servizio pubblico: «Ho onorato la Rai».
La sua posizione è che Report appartenga prima di tutto alla redazione: «Forse non sono puro, ma Report lo è». Una frase che lega la difesa personale alla credibilità collettiva del programma.
Le risposte tra ironia e amarezza
Interpellato sul suo futuro, il giornalista ha usato più volte l’ironia. «Vediamo le offerte, magari arriva qualcosa di meglio di Report, tipo Sanremo», ha detto davanti al pubblico.
Sul rapporto con Valter Lavitola ha risposto: «Lavitola? Non lo conosco». Alla domanda su una possibile cena impossibile, ha aggiunto: «Se potessi andare a cena con Totò Riina gli chiederei tante cose».
Il precedente scontro con Lavitola
La vicenda riporta alla luce accuse e contestazioni già entrate nel dibattito pubblico. Una ricostruzione sul rapporto tra Lavitola, Ranucci e Report mostra quanto la battaglia attorno al giornalista abbia superato da tempo i confini televisivi.
Ranucci sostiene che le pressioni siano il prezzo delle inchieste trasmesse. I suoi critici contestano invece metodo, selezione delle fonti e gestione delle testimonianze.
La satira che diventa attacco
Un articolo del Mattino ha immaginato per lui un futuro da “ricollocato”, usando un registro sarcastico per ripercorrere memorie, amicizie, rapporti e polemiche.
Dietro la caricatura resta una domanda reale: l’eventuale spostamento sarebbe una normale decisione aziendale oppure una rimozione mascherata? Il caso Ranucci e il futuro di Report si concentra proprio su questa linea sottile.
Le due automobili sotto esame
Alla partita editoriale si è aggiunta la storia di due vetture indicate in messaggi WhatsApp inviati per raggiungere la villa del giornalista. Una Opel Adam risultava con l’assicurazione scaduta e sarebbe rimasta parcheggiata all’esterno prima di esplodere.
Una Fiat Panda, descritta come destinata alla rottamazione, sarebbe stata invece individuata su strada. Sono elementi che richiedono chiarimenti, senza trasformare incongruenze amministrative in conclusioni anticipate.
Le spiegazioni attese
Un interrogatorio potrebbe ricostruire proprietà, disponibilità e uso delle automobili. Il nodo dell’Opel riguarda soprattutto il luogo in cui si trovava e la sua situazione assicurativa; quello della Panda ruota attorno alla rottamazione annunciata.
Finché questi passaggi non saranno accertati, è corretto separare i fatti documentati dalle supposizioni. Il rumore politico non può sostituire le verifiche.
Una decisione che tocca il servizio pubblico
L’uscita di Ranucci dalla conduzione avrebbe un significato più ampio di una semplice rotazione. Report viene identificato con un giornalismo investigativo capace di produrre consenso, proteste, querele e interrogazioni.
Proprio questa esposizione impone alla Rai una motivazione trasparente. Se la scelta è editoriale, l’azienda dovrà spiegare quale programma intende costruire e con quali garanzie per l’autonomia della redazione.
La squadra resta il punto decisivo
Ranucci ha costruito un legame forte con il pubblico, ma il futuro del programma dipende anche dagli autori, dagli inviati e dalle risorse assegnate alle inchieste.
Una Report con volti diversi potrebbe continuare a funzionare. Se la riorganizzazione riducesse spazio, mezzi e libertà, il cambio di conduzione diventerebbe invece la parte più visibile di un ridimensionamento. È su questo passaggio, più che sulle indiscrezioni, che si misurerà la scelta della Rai.

















