Il laboratorio occupato Insurgencia, nei riquadri Raniero Madonna e Laura Bismuto

Il post per la «restituzione» alla collettività del centro sociale di Via Vecchia San Rocco

E’ fallito su tutta la linea il tentativo di Raniero Madonna (uno dei componenti del direttivo di Insurgencia), di chiamare a raccolta i collettivi napoletani, dopo il post pubblicato da Laura Bismuto. Madonna avrebbe chiesto la redazione di un comunicato congiunto, siglato da tutte le realtà antagoniste partenopee, ma non è arrivata né la presa di posizione unitaria, né tanto meno quella dei singoli movimenti. In parole semplice, Raniero e Insurgencia, nessuno se li è filati. Che cosa era successo?

La consigliera comunale, riferendosi al laboratorio di Via Vecchia San Rocco, aveva sottolineato, con uno scritto su Facebook, la necessità di restituirlo alla comunità, e aveva indetto addirittura un sondaggio: cosa realizzare al suo posto? La sede della polizia locale, oppure un centro comunale di aggregazione giovanile? Il primo a intervenire contro Bismuto era stato proprio Madonna, che aveva risposto: «Singolare che inizi a “piangersi” proprio Insurgencia per primo ma evidentemente è proprio un suo pallino consigliera, o forse banalmente si tratta del solito attacco strumentale (…) Basterebbe semplicemente non attaccare chi invece da 16 anni lavora alacremente sacrificando e rischiando sul piano personale e giudiziario».

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La consigliera aveva ribattuto: «Raniero Madonna, ma tu 16 anni fa, quando forse si faceva qualcosa, dov’eri? In costiera? Ma come mai le altre realtà antagoniste non hanno voluto appoggiare la proposta alla mobilitazione, e alla difesa di Insurgencia, esternata da Madonna? Non solo perché non hanno voluto sconfessare Bismuto, che si è fatta portavoce in maniera pubblica, di una insofferenza che comunque serpeggia da tempo, nell’ambiente dei movimenti. Ma soprattutto perché non hanno voluto riconoscere a Raniero Madonna e quindi per interposta persona, agli assessori rispettivamente, municipale e comunale, Egidio Giordano e Eleonora De Majo (altri vertici di Insurgencia) il ruolo di leadership dei collettivi. I rappresentanti delle altre realtà antagoniste partenopee hanno dunque preferito che Bismuto andasse a testa bassa contro l’esperienza di Insurgencia, frantumandone la consistenza, piuttosto che ritornare tra le braccia dei compagni di Via Vecchia San Rocco, e in posizione evidentemente «subalterna», rispetto a questi ultimi.