sabato, Agosto 13, 2022
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Ragazza aggredita per il compenso, indagato il titolare del ristorante

L’uomo respinge le accuse: «Era già stata pagata. Argomentazioni distorte»

Ha destato molto scalpore la storia di Beauty Davis, la 25enne che ha accusato il titolare di un lido-ristorante di Soverato di averla aggredita e picchiata perché aveva chiesto di pagare. La donna ha ripreso i momenti concitati della presunta aggressione in un video poi diventato virale sui social network. La procura di Catanzaro, sulla vicenda ha aperto un’inchiesta e, secondo quanto si è appreso, Nicola Pirroncello, di 53 anni, titolare del Mare Nostrum, incensurato e figlio di un carabiniere in pensione, ora risulta indagato per i reati di lesioni personali, furto e minacce.

La versione della 25enne

La storia è stata spiegata dall’avvocato della 25enne, Filomena Pedullà: «Sono in corso delle valutazioni contabili. Gli inquirenti stanno vagliando i dati relativi al contratto e dell’accordo verbale tra le due parti. Alla ragazza è stato inviato un bonifico di 200 euro quando era stato pattuito un compenso di 600 euro». Alla base della protesta della donna e della successiva aggressione c’è stato proprio il mancato pagamento della somma rimanente. A seguito della reazione del datore di lavoro davanti alla richiesta di pagare quanto pattuito, Beauty, precisa il legale a seguito di quanto accaduto, «ha riportato una lesione alla mano, testimoniata da un’unghia sanguinante, contusioni alla spalla e strappo del cuoio capelluto».

La replica del ristoratore

Nicola Pirroncello non ci sta però a passare per l’aggressore e si difende spiegando la sua versione: «Il titolare del lido Mare Nostrum, affranto e dispiaciuto dell’accaduto, intende respingere con fermezza le ignobili accuse rivolte nei suoi confronti; pur dando atto della reciproca animosità dell’episodio ripreso dalla ex dipendente, deve darsi parimenti contezza di quanto effettivamente accaduto prima delle riprese» si legge in un comunicato divulgato dagli avvocati Gianni Russano e Salvatore Giunone.

«L’ex dipendente – è detto nella nota – si era portata all’interno dei locali, sedendosi al centro sala, da diverse ore e nonostante già regolarmente remunerata a mezzo bonifico, impediva, in buona sostanza il regolare svolgimento dei servizi di balneazione e ristorazione, e con ingiustificata fermezza reiterava, urlando, la infondata pretesa di pagamento in verità già assolta. Ci si vedeva costretti ad allertare il 112 che tuttavia ritardava per altre ragioni di servizio».

«Nel tentativo di spostarle la sedia ci si accorgeva che la stessa (Beauty ndr), nel chiaro tentativo di precostitursi una prova, con l’utilizzo del telefono cellulare stava videoregistrando l’episodio e, nella concitazione del momento e sfiancato dai rifiuti dell’ex dipendente ad allontanarsi dai locali, il Pirroncello sollecitava l’ex dipendente ad interrompere le riprese con il telefono, che finiva in terra. Ne scaturiva un’aggressione della ragazza nei confronti del titolare del locale».

«Raggiunto da insulti e minacce»

Per i legati del ristoratore, «la vicenda mediatica, con argomentazioni evidentemente distorte, rispetto alle quali ci si riserva di agire nelle opportune sedi, ha devastato il titolare, che oltre all’evidente danno economico è stato raggiunto da insulti e minacce per le quali si è reso necessario sporgere querela». «Si respingono inoltre con fermezza – affermano ancora i legali di Pirroncello – le accuse di razzismo rivolte al titolare, conosciuto da tutti ed indistintamente come persona perbene e rispettosa del prossimo e che ha alle proprie dipendenze cittadini italiani ed extracomunitari».

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