domenica, Novembre 27, 2022
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Raffica di piombo contro il pub Sombrero: è un attacco al gruppo Rigillo. Venti di faida a Bagnoli

Sempre più alta tensione a Napoli Ovest, esplosi sei colpi di pistola contro il locale di discesa Coroglio. Nel 2016 era già stato oggetto di un attentato dinamitardo. Indagini sui reduci del clan D’Ausilio

di Luigi Nicolosi

I sicari di Malanapoli tornano in azione e lo fanno con un raid dalle modalità a dir poco eclatanti. Sei colpi di pistola sono stati esplosi poco prima dell’alba di oggi in discesa Coroglio. A finire nel mirino del commando il pub Sombrero, noto locale della periferia ovest del capoluogo, le cui vetrine sono state letteralmente crivellate. Al momento del raid il pub era già chiuso al pubblico e in strada era presente ormai pochissima gente, motivo per il quale nessuno è fortunatamente rimasto ferito. Gli investigatori che stanno lavorando al caso sembrano però avere pochi dubbi circa la matrice camorristica dell’assalto armato: l’intimidazione sarebbe stata infatti rivolta al titolare dell’attività, l’imprenditore Ciro Rigillo, alias “Cicciotto”, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine e in passato ritenuto legato al clan Sorprendente-Rossi. Lo stesso Rigillo alcuni anni fa è stato vittima di un agguato nel quale era rimasto gravemente ferito.

L’allarme è scattato intorno alle 4,30 del mattina. È intorno a quell’ora che, allertate dalle telefonate di alcuni residenti, si sono precipitate sulla scena le prime volanti del commissariato Bagnoli e dell’Upg. Eseguiti i rilievi tecnici di routine, la vicenda è stata subito inquadrata: il commando ha esploso sei colpi di pistola contro le vetrine del locale, dopo di che si è rapidamente dileguato senza lasciare alcuna traccia. Il raid, stando a quanto emerso da una prima ricognizione, non sarebbe stato inquadrato da alcuna telecamera della zona, neppure da quelle del pub. Il titolare e il gestore sono stati ovviamente subito rintracciati e interrogati, ma entrambi hanno sostenuto di non aver mai ricevuto alcuna minaccia e di non avere la minima idea del perché qualcuno potesse avercela con loro.

Un’idea sembrano invece avercela gli investigatori che stanno lavorando al caso. La polizia al momento esclude la pista che conduce a un tentativo di estorsione, privilegiando invece quella del regolamento di conti di natura personale. Ciro Rigillo in passato ha avuto infatti più di qualche problema con il clan D’Ausilio, soprattutto durante la reggenza dell’allora latitante Felice. Tant’è che nel 2016 sempre il “Sombrero” è stato oggetto di un attentato dinamitardo. Anche in quel caso non si registrarono feriti, ma i responsabili non sono mai stati individuati. Non è dunque da escludere che quelle vecchie ruggini, forse mai sopite, oggi sono tornare a riaffiorare. A entrare in azione questa notte sarebbero stati però due uomini, giunti in discesa Coroglio a bordo di uno scooter ed entrambi con i volti travisati da caschi. Anche stavolta l’indagine rischia dunque di partire subito in salita.

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