venerdì, Ottobre 7, 2022
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Torna in manette Raffaele Terracciano: il narcos papà di Valentina, uccisa a 2 anni dalla camorra

Una storia che si ripete ciclicamente.

E’ tornato a far parlare di sé Raffaele Terracciano, ma soprattutto di lei, sua figlia Valentina. E’ accaduto ieri, quando è apparso anche il suo nome tra quello dei destinatari delle misure cautelari in carcere emesse dal Gip di Napoli a carico dell’associazione dedita allo spaccio di droga, attiva a Santa Maria Capua Vetere e gestita dalla famiglia criminale dei Del Gaudio.

Terracciano è finito in carcere perché ritenuto dagli inquirenti della Dda di Napoli uno dei fornitori dei fratelli Del Gaudio, Sonia e Ferdinando, entrambi arrestati dai carabinieri. Terracciano, attivo nella zona vesuviana, avrebbe rappresentato un punto di riferimento costante per l’approvvigionamento di grandi quantità di coca e hashish da parte dei fratelli Del Gaudio.

La piccola Valentina rimase uccisa per errore mentre era nel negozio dello zio, vero bersaglio dei killer. “O lui o il padre”. A raccontarlo furono proprio due dei quattro componenti del commando criminale, che quel tragico 12 novembre del 2000 fecero irruzione nel negozio di fiori di famiglia, uccidendo una bambina di soli due anni, la cui unica “colpa” era trovarsi in braccio al padre in quel momento. “Una rapina”, così dissero Raffaele Terracciano e il fratello Fausto, ma quattro giorni dopo a morire furono due dei quattro assassini. Ad armare la mano di un secondo squadrone di morte, il boss dei Veneruso, che provò a lavare col sangue l’offesa di quell’errore. Solo due di quattro, perché Ciro Molaro e Pasquale Fiorillo riuscirono a sopravvivere fingendosi morti.

La decisione di cominciare a collaborare con lo Stato fu vista come l’unica strada percorribile e decisero di raccontare tutto. Però non bastò, perché a oggi sono loro gli unici ritenuti colpevoli per quell’omicidio, in quanto al termine dei tre gradi di giudizio furono assolti coloro che, a detta dei pentiti, sarebbero stati i mandanti.

La vita della famiglia Terracciano, da quel giorno è comunque andata avanti, con il papà di Valentina tornato ciclicamente alla ribalta della cronaca per motivi legati alla droga. Come proprio pochi mesi dopo la morte della figlia, quando venne arrestato con cinque chili di cocaina o nel 2006, nell’ambito di una inchiesta che ricostruiva i rapporti con i narcos colombiani. E poi ancora ieri, quando il nome di una bambina uccisa dalla camorra a soli 2 anni è tornato a riecheggiare. Ancora una volta per i motivi sbagliati.

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