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Si sono rivolti alla Cgil di Macerata per una tutela quattro lavoratori di Eni srl, vincitrice dei lavori di messa in sicurezza della basilica di San Nicola a Tolentino e impegnata anche in lavori a Valfornace, che rivendicano di aver lavorato sette giorni su sette, il mancato pagamento degli straordinari e di essere stati costretti a vivere in un casolare diroccato senza acqua. Lo ha riferito in una conferenza stampa il segretario provinciale del sindacato Daniel Taddei.

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Gli operai, ha aggiunto, hanno denunciato all’Ispettorato del lavoro che a dirigere i lavori in realta’ non era Salvatore Piccolo, titolare dell’impresa, ma il fratello Raffaele, presente a volte in cantiere, e imputato nel processo ‘The Queen’ istruito dalla Dda di Napoli per appalti pilotati, corruzione e turbativa d’asta. La Eni srl, ha ricordato Taddei, non figurava in possesso del certificato antimafia che aveva chiesto alla Prefettura di Caserta fin dal dicembre 2017: la pratica risultava “in istruttoria” e la ditta ha presentato l’autocertificazione per il principio del “silenzio assenso”. Il sindacato ha avvertito i Comuni di Tolentino e Valfornace: “se ci sono dei pagamenti da fare a questa impresa si tenga conto che ci sono quattro dipendenti in attesa di recuperare stipendi non percepiti”.

 

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