Raffaele Perinelli

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Si terra’ domani davanti al gip di Napoli Luca Battinieri l’udienza di convalida del fermo di polizia giudiziaria emesso nei confronti di Alfredo Galasso, l’uomo di 31 anni accusato di avere ucciso sabato scorso a Napoli, con una coltellata, il 21enne Raffaele Perinelli. Ai carabinieri, la notte tra sabato e domenica scorsi, Galasso ha riferito di avere reagito d’impulso e di avere sferrato un solo fendente al 21enne, nel corso di una lite scoppiata davanti un circolo ricreativo del quartiere Miano. L’omicidio sarebbe avvenuto sotto gli occhi di testimoni. Raffaele, colpito a morte, e’ deceduto nel pronto soccorso dell’ospedale dove era stato trasportato da uno sconosciuto che poi e’ fuggito. La notte tra sabato e domenica si e’ poi consegnato ai carabinieri di Casoria accompagnato dall’avvocato Rocco Maria Spina.

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La sorella di Luca su Fb: chi gli voleva bene testimoni

“Io non piango, COMBATTO! Non chiedo pieta’, dispiacere, tenerezza, compassione, non ne ho bisogno! chiedo solo a chiunque volesse bene a mio fratello di aiutarmi a testimoniare e tutelare anche solo con la vostra presenza”. Inizia cosi’ il post di Francesca Perinelli, sorella di Raffaele, detto Lello, ucciso con una coltellata al petto, sabato scorso, davanti un circolo di via Janfolla, a Napoli. Un commovente messaggio in cui chiede giustizia per il fratello ma anche “per tutti gli altri ragazzi che muoiono ingiustamente! Io Non mi arrendero’ MAI smuovero’ il mondo e lottero’ a costo della mia stessa vita!”.

Francesca ha anche inviato una lettera ai giudici in cui chiede giustizia. Secondo quanto riportato dal Mattino e altri media, la giovane, spera che le sue parole giungano al cuore dei giudici: “…Lello e’ stato ucciso e io e la mia famiglia siamo morti con lui. Se vi chiediamo di essere severi con chi ha ucciso Lello non e’ per vendetta ma e’ perche’ crediamo e vogliamo continuare a credere nella Giustizia, quella con la G maiuscola e non quella delle leggi fredde e dei cavilli inutili…”. “La nostra famiglia non naviga nell’oro e per Lello sarebbe stato facile percorrere strade in discesa fuori dalla legalita’ – spiega Francesca – ma lui aveva scelto strade in salita e su quelle strade correva come correva sui suoi campi di calcio dimostrando a se stesso e agli altri che anche a Milano, anche a Napoli, i ragazzi che scelgono la legalita’ possono farcela. Ecco perche’ vi chiediamo Giustizia…”.

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