«Sbaglia chi dice che il tempo è denaro. Il tempo è denaro, sì; ma è anche vita, progetti, speranze, occasioni. Perdere tempo significa spegnere gli entusiasmi, far sfumare opportunità, desertificare. E questo, per un imprenditore, è inaccettabile oltre che deleterio».

Raffaele Marrone, presidente del Gruppo Giovani Confapi di Napoli, ha schierato l’associazione che raggruppa gli imprenditori juniores sulla linea Maginot della lotta alle inefficienze della Pubblica amministrazione.

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Raffaele Marrone, presidente Giovani Confapi Napoli
Raffaele Marrone, presidente Giovani Confapi Napoli

Chi ha tempo non perda tempo. O no?

«Di sicuro non lo perdono gli imprenditori che già devono affrontare tutta una serie di criticità, ambientali e di sistema, che altrove minerebbero la fiducia di chiunque. Ma noi siamo nati qui, e qui vogliamo investire».

Chi perde tempo, allora?

«C’è un problema che riguarda il rapporto tra privati e la Pubblica amministrazione. Un rapporto che io paragono a un orologio. La lancetta dei secondi è quella dei privati, quella delle ore è invece della burocrazia».

Nello specifico?

«Come presidente Confapi jr ricevo, purtroppo con una certa frequenza, segnalazioni di firme che non arrivano, di carte che non si trovano, di procedure che non si esauriscono mai. Per dire: c’è un imprenditore napoletano che, a fronte di uno sforzo economico importante, non riesce a ottenere l’autorizzazione per un dehors perché alla Soprintendenza non piace il design».

Queste sono però anche forme di tutela del territorio che non si possono depotenziare…

«D’accordo, ma la questione sono sempre i tempi. Se la richiesta di rettifica arriva in un lasso ragionevole, l’imprenditore ha tutto l’interesse a risolvere in fretta. Se arriva dopo un anno e più, il danno è fatto. L’imprenditore si rende conto di aver investito sul nulla, si demoralizza e se ne va. In questo senso, il caso di Edenlandia è emblematico: uno dei parchi gioco storici del Sud Italia, dopo il fallimento, è stato rimesso a nuovo. Le Istituzioni locali dovrebbero essere particolarmente interessate alla ripresa delle attività. Noto invece un lassismo, una lentezza esasperante rispetto alle istanze del territorio».

Il ruolo del pubblico è sempre difficile da trattare, c’è il rischio di essere bollati come sostenitori del privatismo esasperato.

«Sono analisi dei fatti, non considerazioni personali. Anche in campagna elettorale, il tema è stato sottovalutato. Senza entrare nel merito, ma perché non si è proposta qualche misura per snellire le procedure agli imprenditori invece di parlare solo ed esclusivamente di reddito di cittadinanza e di flat tax? Un imprenditore messo nelle condizioni di investire crea lavoro e sviluppo, rischiando in proprio».

Proposte, allora?

«Ruotare dirigenti e funzionari della Pubblica amministrazione e sottoporli a verifiche vere e puntuali del loro operato, formazione con esaminazione, avere tempi certi per disbrigo di determinate pratiche».

E per chi non lavora bene?

«Responsabilità è la parola chiave che nel contesto pubblico crea paura e molto spesso blocchi a procedure per evitare questo peso. Progetti da milioni di euro non possono morire perché una firma non arriva mai».