lunedì, Luglio 4, 2022
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La suite del boss e gli affari coi mafiosi irlandesi

L’agenzia antidroga americana scoprì Imperiale al Burj al Arab, hotel famoso per il suo sfarzo, e al matrimonio del criminale Daniel Kinahan

di Mauro Della Corte

A differenza di altri boss di cui si conosce vita, morte e «miracoli», Raffaele Imperiale, boss del narcotraffico nato a Castellammare di Stabia, per molti fino a qualche anno fa, per le persone comuni, era un emerito sconosciuto. Si sapeva della sua esistenza solo nella cittadina stabiese e in provincia di Napoli. Lo conoscevano le forze dell’ordine e gli «addetti ai lavori» del campo della criminalità.

Ma per i più era uno sconosciuto. Eppure la sua «carriera» è cominciata nel lontano 1996 quando rilevò la caffetteria Rockland ad Amsterdam e creò un traffico di cocaina con il criminale Rick van de Bunt. Un boss che ama lo sfarzo, l’ostentazione e l’arte. Al punto di acquistare nel 2002 due opere di Van Gogh che erano state trafugate dal Van Gogh Museum di Amsterdam da Okkie Durham. Capolavori che Imperiale usava come garanzia quando trattava cocaina con i clan sudamericani e che furono ritrovati in una casa nella cittadina stabiese nel 2016.

Il matrimonio e la collaborazione internazionale

Diventò così potente da entrare perfino nel mirino della DEA, l’agenzia degli Stati Uniti d’America che indaga sui traffici di stupefacenti a livello internazionale. Imperiale fu osservato dalla Drug Enforcement Agency nell’estate del 2017 nel costosissimo hotel a forma di vela a Dubai, il Burj al Arab, un cinque stelle che fa dello sfarzo e delle personalità che vi soggiornano il suo vanto. Imperiale soggiornò in una suite presidenziale ricca di inserti in oro, un lusso che può arrivare a costare anche decine di migliaia di euro per una sola notte.

Secondo la Dea «Lelluccio di Ponte Persica» presenziò anche al matrimonio del mafioso irlandese Daniel Kinahan in cui era presente anche un grosso criminale bosniaco. L’agenza americana inoltre ha spiegato che ci sarebbe stata una collaborazione tra Ridouan Taghi e Rico ‘De Chileen’ R., il clan irlandese Kinahan e il gruppo bosniaco attorno a Edin G. L’indagine su Rico R. ha mostrato che R. era in stretto contatto avuto con Imperiale attraverso messaggi PGP. Una «carriera» al top, quella del boss stabiese, che ha ricevuto un brusco stop il 4 agosto scorso con l’arresto ad opera della polizia. E adesso si attende l’estradizione, se mai ci sarà.

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