giovedì, Giugno 30, 2022
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Le chat di Imperiale: così il narcos ha rifiutato di collaborare con i servizi segreti americani

di aemme

Per chi ancora non lo sapesse EncroChat era una rete di chat con sede in Europa utilizzata principalmente dai membri della criminalità organizzata per pianificare proprie attività truffaldine. Nella primavera del 2020 la polizia è riuscita a infiltrarsi nella rete durante un’indagine a livello europeo. Com’è intuibile anche Raffaele Imperiale, il famoso “narcos dei Van Gogh”, ne faceva parte. Il suo nick name era Plutone.

Le chat di Raffele Imperiale

Così come si apprende dall’edizione odierna di Metropolis, prima di essere arrestato e poi estradato in Italia, Imperiale aveva trascorso un periodo di latitanza a Kiev. Girava armato insieme ai suoi bodyguard. Poi ha raggiunto Dubai a bordo di un jet privato. Utilizzava un capannone abbandonato a Cesena per smistare la droga in tutto il Nord Italia. Queste sono solo alcune delle informazioni che vengono fuori dalle chat decriptate di una consorteria criminale con base a Milano che gestiva traffici di droga su larga scala. E sono davvero tante le comunicazioni attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria. Molte di esse vedono Imperiale discutere amenamente di affari criminali. “Il fumo a Roma non lo vendi, mandalo a Napoli”, si legge in una chat. Ma ci sono anche altre rivelazioni. Come quella della fuga a Dubai che sarebbe avvenuta dall’aeroporto di Kiev.

Il racconto del braccio destro Deiana

Lo racconta Andrea Deiana, uno degli uomini di fiducia del narcos di Castellammare: “Lo hanno fatto partire da lì con un jet privato. Siamo arrivati sulla pista con 4 Jeep. I servizi americani gli avevano detto di collaborare, gli davano il passaporto. Lui si è rifiutato”.

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