Forcella, nel riquadro Raffaele Giuliano

LA STORIA DELLA CAMORRA / I fatti nella notte del 23 novembre 1988, all’epoca i due avevano 19 anni. Il tentativo di uccidere la consorte si registrò al culmine di una lite

All’inizio si pensò a un tentativo di suicidio, ma le indagini partite immediatamente, chiarirono come andarono, in realtà, i fatti. Siamo nel 1988, è il 23 novembre; protagonisti della vicenda sono Raffaele Giuliano, alias ’o zuì e sua moglie, Elvira. Raffaele (attualmente collaboratore di giustizia) è il fratello di Luigi, ex boss di camorra (anche lui pentito) passato alle cronache giudiziarie con il soprannome del «re di Forcella». All’epoca, il marito di Elvira ha 19 anni e viene denunciato, in stato di irreperibilità, per il tentato omicidio, proprio della consorte (sua coetanea).

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Gli agenti della Squadra Mobile di Napoli intervennero durante la notte, in Vico Zuroli, dove abitava la coppia, in seguito a una chiamata giunta al centralino della sala operativa della Questura. Stando a quanto aveva segnalato l’anonimo telefonista, la giovane aveva tentato il suicidio lanciandosi dalla finestra della propria abitazione, al terzo piano dell’edificio. La polizia, invece, accertò che tra i due coniugi c’era stata una lite, al termine della quale Raffaele Giuliano avrebbe spinto la moglie facendola precipitare nel vuoto.

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Elvira, che nella caduta riportò gravi fratture e lesioni interne, fu ricoverata presso l’ospedale Incurabili. Portate le immediate cure, il personale sanitario non sciolse la prognosi, viste le gravi condizioni della donna. Di Raffaele Giuliano, invece, non fu trovata traccia, perché dopo l’episodio si diede alla fuga. Nonostante la giovanissima età, ’o zuì era considerato dagli inquirenti un personaggio pienamente inserito nel clan di Forcella, ed aveva già alle spalle precedenti per associazione camorristica e detenzione illegale di armi, oltre che di furto.

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