Il padrino della Nco, Raffaele Cutolo

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di Giancarlo Tommasone

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Sono tanti i processi in cui è coinvolto il boss della Nco Raffaele Cutolo, uno di questi vede alla sbarra oltre al «professore» di Ottaviano, numerosi altri affiliati ed è stato imbastito per far luce su dodici omicidi. Tra questi quello di due camorristi, commessi entrambi ad Acerra.

Cutolo è accusato di essere il mandante
dei delitti, insieme a Nicola Nuzzo.

Accusa da cui, naturalmente il boss si difende, dichiarandosi estraneo ai fatti. Siamo nell’estate del 1988, il padrino così si rivolge al giudice: «Signor presidente, non so perché mi si accusa, voglio solo ribadire un concetto: Nuzzo non doveva dare certo conto a me per quanto avveniva sul territorio di Acerra».

La «discussione» con il presidente
della Corte poi verte sulla Nco.

Cutolo riconosce al giudice il fatto di «essere stato il primo magistrato in Italia ad occuparsi della Nco. Quello che l’ha scoperta». Al che, il presidente risponde, in tono tra l’ironico e il divertito: «Voi siete un competente (in materia), quindi mi state dando una specie di laurea».
«Signor giudice voi veniste ad interrogarmi quando io ero ad Aversa. Avete scoperto pure quelle lettere di Cuomo (Antonino, ndr) e le avete custodite molto bene. Voi vi accorgeste prima di tutti della Nco. E proprio per questo, vistomi scoperto, decisi di evadere da Aversa».

Il magistrato chiede allora a Cutolo: «Lei fino a che punto ha ammesso sul piano giudiziario e sul piano personale, di essere il capo della Nuova camorra organizzata? E poi ha ammesso o meno l’esistenza della Nuova camorra organizzata?». «Io non ho mai detto: la Nco significa Nuova camorra organizzata», risponde Cutolo che aggiunge: «Comunque la Nco esiste».
«Lei era il capo della Nco?» chiede ancora il giudice. «Sì, della Nco, certo, ma non il capo della Nuova camorra organizzata», ribatte il boss. «E allora che cos’è la Nco?», domanda il presidente della Corte.
«La Procura ha interpretato la sigla con le parole Nuova camorra organizzata. Ma la Nco è un partito, coma la Dc, come il Partito comunista», spiega Cutolo. «Va bene, ma noi sappiamo che cosa significa Dc o Pci, che significa, invece, Nco?»
«Questo non l’ho mai detto e non desidero dirlo», taglia corto il camorrista. Nota a margine della «conversazione» tra giudice e imputato, la battuta fuori campo di uno dei difensori del padrino, che dice: «Signor presidente, per la cronaca, ci sono anche gli spaghetti alla Nco, che l’imputato Cutolo, nel suo isolamento, ha inventato».
«Devono essere un poco pesanti», sottolinea il magistrato.

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