Il boss Raffaele Cutolo in aula

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di Giancarlo Tommasone

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«A Cuomo ho insegnato a scrivere, gli volevo bene. Era un figlio della miseria, poi è cambiato. Non l’ho fatto uccidere io, ma per come era diventato, l’avrei ammazzato con le mie mani. Dopo aver sposato quella donna (Carla Campi, ndr) dalla quale ha contratto la sifilide, è impazzito», dice Raffaele Cutolo del suo figlioccio, Antonino Cuomo, alias ‘o Maranghiello, capozona per la Nco, di Castellammare di Stabia. «Poi voglio dire che secondo me, Barra aveva i suoi motivi per uccidere Cuomo. Quest’ultimo faceva persino le estorsioni ai salumieri, tanto che era diventato un acerrimo nemico di Michele D’Alessandro, che invece era ed è un mio amico. Ho sentito anche dire che Cuomo sarebbe stato ucciso perché era passato nella Nuova famiglia, ma non ci troviamo con i tempi, perché quell’organizzazione nasce nell’82 e Cuomo è stato ucciso nel 1980», argomenta ancora Cutolo, indicato come il mandante per l’uccisione sia dell’affiliato stabiese che della moglie di questi.

Particolare la circostanza, durante l’udienza
del 20 dicembre del 1989, in cui si parla delle poesie di Cutolo.

Il padrino di Ottaviano in primo grado, per gli omicidi di Cuomo e di Campi, è stato condannato all’ergastolo quale mandante. Tra le prove anche una poesia che il «professore» ha scritto dopo quegli episodi. «Signor presidente – si difende Cutolo – io ho scritto tante poesie e mi sono ispirato spesso a fatti di cronaca. In questi anni ne ho composta anche una sulla droga, si intitola “Polvere bianca”». Questi versi, afferma ancora Cutolo, sono stati affidati a un non meglio specificato compositore «che li sta musicando. Diventerà una canzone».

Dopo la deposizione del boss, tocca a Raffaele Catapano.

Anche l’ex santista è stato condannato in primo grado per l’omicidio Cuomo. «Io ero giunto a Poggioreale da due giorni, non so perché Pasquale Barra l’abbia ucciso, ma io non c’entro niente. L’unica mia colpa è rappresentata dal fatto che stavo in cella con Barra. Del resto seppi di quanto accaduto solamente mentre ero a passeggio. Immediatamente prima di quell’episodio, mi ero sottoposto a una perizia psichiatrica, quindi era praticamente impossibile che fossi armato, perché al cospetto dei medici venivamo perquisiti. Dell’omicidio di Cuomo posso dire che non fu organizzato, almeno credo, poi non voglio entrare nella discussione che riguarda Cutolo e Barra, entrambi sanno come difendersi», racconta Catapano, anche detto il boia delle carceri.

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