Raffaele Cutolo e Immacolata Iacone
Raffaele Cutolo e la moglie Immacolata Iacone

“Impossibile che Raffaele Cutolo, sottoposto a regime di 41 bis, potesse incontrare giornalisti o scrittori senza la necessaria autorizzazione del ministro della Giustizia”. Lo scrive in una nota diffusa attraverso il suo legale Gaetano Aufiero, la moglie del capo della Nco detenuto nel carcere di Parma, Immacolata Iacone. Cutolo non puo’ infatti rilasciare interviste, essendo un condannato all’ergastolo in regime di 41 bis, e dunque neppure smentire direttamente quanto pubblicato dal quotidiano “Il Mattino”. In un’intervista “esclusiva” il boss avrebbe raccontato vicende del passato legate al suo ruolo nella trattativa per il rilascio dell’ex assessore regionale Ciro Cirillo, rapito dalle Br; avrebbe raccontato anche di un suo interessamento nel sequestro del presidente della Dc Aldo Moro.

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“Avrebbe” perche’ “alla signora Cutolo non risulta – prosegue la nota dell’avvocato Aufiero – che il marito abbia recentemente incontrato giornalisti o scrittori all’interno del penitenziario di Parma”. Da 25 anni in regime di carcere duro, ‘o professore di Ottaviano, che tra gli anni ’70 e ’80 acquisto’ anche il castello mediceo del suo paese per farne il suo quartier generale, non ha riscontro di autorizzazioni ministeriali concesse a giornalisti per discutere di vicende giudiziarie.

 

“Tuttavia, qualora l’incontro tra il Cutolo e l’autore dell’articolo si sia realmente ed effettivamente avuto – prosegue la nota del legale – non posso che auspicare, come peraltro gia’ puntualmente annunciato dal Ministro della Giustizia, nel cui intervento si ripone massima fiducia, una verifica urgente di eventuali violazioni di leggi e regolamenti che dovessero aver preceduto l’incontro, da Cutolo certamente mai richiesto, riservando all’esito ogni azione di legge a tutela del detenuto e dei suoi piu’ stretti congiunti”. Per una volta al mese, l’ex capo della Nco puo’ incontrare solo la moglie e la figlia, oltre che il suo difensore. “E’ chiaro che una persona che da 25 anni non vede nessuno – dice poi l’avvocato Aufiero – se viene chiamato a colloquio da qualcuno, non puo’ averne che piacere. Non avrebbe dovuto chiedere se c’era autorizzazione. Quello che e’ accaduto, se e’ accaduto, e’ certamente una cosa gravissima”.