Il boss Raffaele Cutolo con la moglie Immacolata Iacone

Nella giornata di oggi si deciderà su data e modalità dell’esame autoptico sulla salma del boss

di Giancarlo Tommasone

Slitta alle prossime ore la decisione del pm circa i riscontri da effettuare sulla salma di Raffaele Cutolo, se si tratterà di una «ispezione esterna», piuttosto che di un esame autoptico interno. Il pubblico ministero doveva esprimersi già nel pomeriggio di ieri, ma secondo quanto abbiamo appreso, problemi di natura prettamente burocratica hanno ritardato l’iter. Una volta che saranno decretati tipo di analisi e data, si passerà ad effettuarle, e solo in seguito, il feretro sarà liberato. Il corpo del 79enne (deceduto la sera dello scorso martedì) si trova nel reparto di Medicina legale dell’Università di Parma. Ieri mattina, intorno alle 10.30, all’ospedale estense, è giunta anche la moglie del boss, Immacolata Iacone, accompagna da alcuni familiari.

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Iacone si è seduta su una panchina all’esterno della porta della camera ardente del marito, poi è salita a bordo di un’auto parcheggiata a poca distanza, trincerandosi dietro un impenetrabile silenzio. Qualunque sarà il tipo di esame da effettuare sul corpo del padrino della Nco, si tratta, ha tenuto a precisare l’avvocato Gaetano Aufiero (da anni legale difensore di Cutolo) «di prassi, di normale percorso da seguire quando un detenuto muore in carcere».

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Anche rispetto a quando si terranno i funerali, è tutto in forse. Sarà il questore a decidere sulle modalità delle esequie, la «funzione» si dovrebbe ridurre, come capita in casi del genere – quando viene a mancare una persona di un certo spessore criminale -, al semplice trasporto dal luogo della morte fino al cimitero (nel caso il camposanto di Ottaviano), che ne accoglierà le spoglie. I funerali di Cutolo, dunque, a meno che non si verifichino eclatanti stravolgimenti rispetto a quanto avviene di norma, dovrebbero essere celebrati in strettissima forma privata, con la presenza dei soli familiari, di mattina presto, tra le sei e le sette.

Così capitò circa due anni fa, con Mario Fabbrocino, deceduto all’età di 76 anni, sempre nell’ospedale di Parma (era detenuto anche lui nel carcere della città ducale, ndr); alla famiglia di Fabbrocino (pure lui seppellito ad Ottaviano) fu concesso di far affiggere manifesti funebri. Non è dato sapere al momento, se l’autorizzazione sarà accordata anche ai parenti di Cutolo.

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«Abbiamo avuto solo l’incarico, rispetto alle modalità, non sappiamo in che forma si terranno le esequie, né quando. Potrebbe essere tanto sabato mattina, che la settimana prossima. Non sappiamo nemmeno se sarà autorizzata l’affissione dei manifesti», fanno sapere i responsabili della ditta di onoranze funebri che si occuperà del trasporto del feretro da Parma al paese vesuviano.

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