Raffaele Cutolo e Adolfo Greco

Il racconto, la confidenza all’amico

di Giancarlo Tommasone

Spunta anche il nome di Raffaele Cutolo, nelle conversazioni intercettate dell’imprenditore Adolfo Greco, coinvolto in una recente inchiesta (incentrata sulle vicende seguite alla confisca della Euromilk), che lo ha portato in carcere con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Insieme al 69enne di Castellammare, sono finiti in cella anche Nicola e Filippo Capaldo, nipoti del boss dei Casalesi, Michele Zagaria. Ma in che contesto, Greco tira in ballo il fondatore della Nuova camorra organizzata? L’imprenditore, meglio conosciuto come il «re del latte», il 27 novembre del 2013, è a bordo della sua auto e sta conversando con tale Bruno (estraneo all’inchiesta in oggetto), al quale confida che il giorno prima, presso la sua azienda, la Cil, si era presentato Capaldo, il nipote di Zagaria.

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Al che Bruno gli chiede: «Ah, Zagaria… per cose buone?». «Sì, sì, per l’amor di Dio, sempre per il latte, il trasporto… da me solo cose buone», sottolinea Greco. Che continua: «Non è che possono venire per cose diverse. Diceva Raffaele Cutolo: ma voi dite che sono tutti bravi, allora?», afferma Greco, che tiene a ribadire, evidentemente la sua concezione delle «cose buone». L’imprenditore continua a parlare di Cutolo e racconta a Bruno: «Una volta pure a Roma, stavamo sopra a un motel e arrivò Ciccio Patriarca (Francesco Patriarca, defunto politico democristiano gragnanese, più volte parlamentare e condannato in via definitiva, nel 2007, a nove anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, ndr)». «Stavamo tornano da Roma con Raffaele (Cutolo, ndr)… con gli occhiali… veniva qualche volta: “Allora, Adolfo (diceva), accompagnateci a fare una passeggiata”. Ci davamo alla vita, andavamo tutti e due belli, ‘Fonzetiello’ (Alfonso; forse Greco si riferisce ad Alfonso Rosanova, ndr) si fidava moltissimo», continua l’imprenditore. Che poi racconta di quando un giorno era a casa, «bussarono… entrarono nel cancello, era Raffaele Cutolo sopra da me (a casa mia)… disse: “Vogliamo andare dal senatore Patriarca? Gli facciamo la sorpresa”. Eh, salimmo in macchina e andammo sopra (da lui, ndr)», conclude l’imprenditore stabiese.