giovedì, Giugno 30, 2022
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Con una sola battuta Benitez mette a nudo le lacune strutturali del Napoli

Rafa Benitez, ex tecnico del Napoli, ha rilasciato un’intervista molto interessante ai colleghi spagnoli di Diario AS. Tra i vari argomenti analizzati, il guru ha parlato anche dle suo passato a Napoli. Prima di ogni cosa, però, Benitez ha confessato il suo amore folle per i dati dei giocatori. Più che amore questa è una vera e propria ossessione: “Ho iniziato 35 anni fa con un Commodore 64. Quando ero nelle giovanili del Real Madrid i miei avevano segnato 117 gol, subendone solo 19. Mi dicevano che il computer non segna, e questo è vero. Ma devi essere bravo a interpretare i dati. Oggi tanti club scelgono i giocatori grazie ai big data, e questo può essere un rischio. I numeri possono essere interpretati da un allenatore per quel che riguarda i fatti di campo. Sui fattori esterni i numeri non possono incidere. Se una moglie non si trova bene in una città anche il rendimento di un giocatore che ha statistiche perfette può essere deludente”.

Le dichiarazioni di Benitez a Diario AS

Poi, nel corso dell’intervista, l’ex allenatore del Napoli prosegue parlando del calcio di oggi: “Oggi sono un tecnico migliore rispetto a 20 anni fa. Ho esperienza, ho vissuto tante situazioni difficili. Peccato però che oggi vadano di moda gli allenatori mediatici, quelli che hanno i follower. Ma Pellegrini, che ha 68 anni, quando parla ha più ragione che torto. Gli esperti ti danno stabilità. Col mio gruppo ho migliorato il calcio di cante città, a Napoli per esempio ho migliorato la struttura del club”. Una struttura, è doveroso aggiungere, davvero deficitaria. E’ noto che il presidente De Laurentiis, pur avendo ottenuti risultati sportivi ragguardevoli (anche se manca il colpo scudetto), non ha mai voluto investire in strutture. Il patrimonio del Napoli è costituito dal parco giocatori e dal marchio. Non è poco, ma è l’emblema di una dimensione che non potrà mai competere con quella dei grandi club europei.

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