venerdì, Ottobre 7, 2022
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Racket sulle basi di spaccio di Ponticelli, scacco ai babyboss del clan De Martino: quattro arresti

In manette i giovanissimi capi del rione Fiat: tra loro anche Enzo Di Costanzo, ferito poche settimane fa nell’agguato in cui fu assassinato Giulio Fiorentino

di Luigi Nicolosi

Il racket sulle piazze di spaccio dietro l’ultima faida di Ponticelli, il cerchio delle indagini inizia finalmente a chiudersi e in manette finiscono altri quattro aspiranti ras della mala di Napoli Est. Gli uomini della Squadra mobile di Napoli e del commissariato  di zona hanno dato esecuzione a un fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia, poiché gravemente indiziate di tentate estorsioni aggravate dal metodo mafioso, nei confronti di Salvatore Cardillo, 20 anni; Vincenzo Di Costanzo, 23 anni; Pietro Frutto, 22 anni; e Ciro Uccella, 22 anni.

Gli eventi contestati si sono consumati a fine marzo nel quartiere della periferia est di Napoli a danno di spacciatori della zona, a cui sarebbe stato intimato il pagamento di una somma di denaro per il mantenimento della piazza di distribuzione. Le aggressioni di cui la paranza deve rispondere si inseriscono in un più ampio contesto criminale, già evidenziato in precedenti provvedimenti giudiziari e in particolare nell’attuale contrapposizione nel territorio di Ponticelli tra il clan De Luca Bossa-Minichini-Casella e i De Martino, eredi dei De Micco, che fino all’agosto scorso ha operato nel cartello criminale, a sua volta espressione dell’Alleanza di Secondigliano.

I quatto fermati farebbero tutti parte dell’emergente e agguerrito gruppo De Martino. Vincenzo Di Costanzo, in particolare, era già balzato alla ribalta della cronaca locale alcune settimane fa, quando rimase ferito nell’agguato che costò la vita al 29enne Giulio Fiorentino, anch’egli ritenuto esponente del clan con base nel rione Fiat di Ponticelli. Da quel momento l’escalation di violenza non si è più fermata, tanto che negli ultimi giorni si sono consumati ben tre attentati a suon di ordigni artigianali. La speranza di inquirenti e investigatori è che con questi nuovi arresti il filone possa finalmente rallentare. Anche se, a onor del vero, la «firma» di questi ultimi raid è stata fin qui ricondotta ai rivali del clan De Luca Bossa-Minichini, ancora tutti o quasi a piede libero.

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