pizzo panificio

Due anni di minacce continue, quasi tremila euro di pizzo e poi le aggressioni verbali anche davanti ai bambini e alle donne. I boss del clan Vigilia del quartiere di Napoli di Soccavo, area ‘cuscinetto’ nella zona occidentale, stretta tra il rione Traiano e Pianura, non hanno usato mezzi termini per imporre le estorsioni ai titolari di un panificio di via Epomeo.

I titolari hanno prima pagato cedendo ai ricatti e poi hanno deciso di denunciare tutto alle forze dell’ordine. Cosi’ e’ partita una indagine lampo della Squadra Mobile di Napoli che ha portato a sei arresti. Tra loro c’e’ il ras Pasquale Vigilia, 29 anni, figlio di Antonio e nipote di Alfredo, quest’ultimo uno dei fautori di una faida con i Sorianiello che ha portato a sparatorie e agguati lo scorso anno nel rione.

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L’incubo per l’imprenditore e’ inziato nel 2015 quando ha pagato la prima tranche di estorsione, circa 2 mila euro. Da li’ per due anni, gli esattori della camorra hanno battuto cassa fino a quando l’imprenditore, che ha tre punti vendita nella zona, ha deciso di affidarsi allo Stato e ha fatto i nomi di chi negli anni, ha chiesto soldi.

La Questura di Napoli in una nota comunica che dall’elenco degli arrestati da lei fornito va espunto Raffaele Granatiglia, 37 anni, “elencato nel comunicato ma che non risulta destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Napoli ed eseguita stamane dalla Squadra Mobile di Napoli”.