Il 38enne costruttore edile avrebbe coinvolto nei suoi affari criminali anche il fidanzatino della figlia: un bimbo di appena 12 anni

di Luigi Nicolosi

Nuova tegola giudiziaria per il costruttore edile che sognava di diventare il re del racket della Costiera. Michele Ferraro, 38enne imprenditore già coinvolto in altre tre indagini, stavolta avrebbe però deciso di alzare il tiro coinvolgendo nei suoi loschi affari addirittura un ragazzino di 12 anni, il fidanzatino della figlia, al quale avrebbe affidato una serie di incarichi a dir poco deplorevoli.

ad

I carabinieri della compagnia di Sorrento all’alba di oggi hanno notificato all’imprenditore 38enne di Vico Equense, già detenuto per altra causa nella casa circondariale di Poggioreale, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura oplontina, perché gravemente indiziato dei seguenti delitti: aver fabbricato illegalmente una bomba molotov; aver indotto un minore non imputabile a portare in luogo pubblico una bomba molotov; aver indotto un minore non imputabile a dare alle fiamme un’auto esposta alla pubblica fede usando una bomba molotov; aver indotto un minore non imputabile a minacciare un imprenditore edile collocando una testa di maiale in un’area di cantiere.

Le indagini, condotte dai carabinieri della sezione Operativa della compagnia di Sorrento, hanno avuto origine da due gravi eventi delittuosi verificatisi in Vico Equense nell’ottobre scorso: l’incendio della autovettura del titolare di un’officina meccanica con il lancio di una bomba molotov e il posizionamento della testa di un maiale, a scopo intimidatorio, in un cantiere edile impegnato nella ristrutturazione di un immobile. Gli accertamenti svolti dai militari dell’Arma nell’immediatezza dei fatti, attraverso l’acquisizione e l’analisi dei filmati dei sistemi di video-sorveglianza pubblici e privati e l’assunzione di informazioni testimoniali, hanno indirizzato gli investigatori verso la riconducibilità dei due episodi ha un individuo di giovanissima età.

Nel prosieguo delle indagini, si è pervenuti alla identificazione del minore, di appena 12 anni, e all’accertamento della responsabilità dell’arrestato, attraverso il coinvolgimento, negli stessi, del minore non imputabile e l’induzione di quest’ultimo a commettere i reati, anche mediante la formulazione di minacce in caso di rifiuto. A inizio gennaio Michele Ferraro è stato inoltre arrestato nell’ambito di un’inchiesta che ha svelato un vorticoso giro di prestiti usurari ai danni di imprenditori in difficoltà economiche a causa della crisi innescata dalla pandemia covid.

Riproduzione Riservata