lunedì, Gennaio 24, 2022
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«Qui non c’è futuro tranne se uno non decide di andare in carcere»

Il boss Rosario Giugliano alle prese con il progetto di lasciare la Campania e trasferirsi a Milano

I timori del boss Rosario Giugliano’o minorenne, relativi a una ordinanza che avrebbe potuto interessarlo, erano fondati. Tanto è vero che lo scorso 19 aprile è stato tra i destinatari di 26 misure di custodia cautelare in carcere. Le conversazioni sono state intercettate il 5 e l’otto aprile 2021, e sono allegate, però, al decreto di fermo per un altro reato, il tentato omicidio di Carmine Amoruso, di cui rispondono Giugliano e Nicola Francese. Il raid contro Amoruso è stato messo a segno nel pomeriggio del 13 aprile scorso. I dialoghi tra Giugliano e un nipote, vengono captati all’interno di una mansarda a Pagani (nel Salernitano), in cui si appoggia il 60enne di Poggiomarino.

Se da un lato – sostengono gli inquirenti – era alle prese con il progetto di eliminare Amoruso, dall’altro stava organizzandosi per lasciare la Campania, con l’intenzione di trasferirsi in Lombardia, a Milano. Giugliano, il 5 aprile, spiega al nipote: «(Io ho detto): Alfonso (il suo contatto a Milano, ndr), stanno montando tante di quelle macchinette (stanno indagando, ndr) che non hai idea, per cui vado carcerato. Che fine faccio io? Parliamo pragmaticamente: faccio la fine che ho fatto gli ultimi 4 anni di carcere, non ho più la voglia di farlo».

L’otto aprile 2021, il boss spiega, sempre al parente: «Devo parlare di nuovo con Alfonso, perché a dire la verità mi sta chiamando. Questa non è una vita. Qua, almeno per come la vedo io, non ci sta proprio futuro. Tranne se uno non decide di andare carcerato (…) io vorrei evitare di andare carcerato nella vecchiaia». Pochi giorni dopo, però, le speranze di Giugliano si riveleranno vane. Sarà prima raggiunto da un decreto di fermo per tentato omicidio, e poi da una ordinanza di custodia cautelare in carcere, con l’accusa di essere alla guida di un potente clan con base a Poggiomarino.

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