Adolfo Greco, Antonio Polese e Raffaele Cutolo

Antonio Polese annuncia al suo socio Adolfo Greco, che ha un «pensiero» per lui da parte del fratello di Raffaele Cutolo

di Giancarlo Tommasone

Per superare l’impasse e ottenere il permesso a costruire – nell’ambito del progetto di riconversione dell’area ex Cirio -, gli imprenditori Adolfo Greco e Antonio Polese (deceduto a dicembre del 2016) si rivolgono anche a esponenti politici (sia del Pd che di Forza Italia). La circostanza emerge da una serie di intercettazioni ambientali e telefoniche e da attività di pedinamento, effettuate dalle forze dell’ordine, e spina dorsale dell’inchiesta sfociata, nei giorni scorsi, nell’esecuzione di sette misure cautelari.

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Il 20 novembre del 2013, viene registrata una telefonata che intercorre tra i due soci della PolGre 2000, vale a dire Polese e Greco. Quest’ultimo invita il suo interlocutore, per l’indomani, a passare dagli uffici della sua azienda, così da metterlo al corrente circa le «evoluzioni» relative «al piano che stavano portando avanti», annotano gli inquirenti.

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Ma c’è spazio anche per argomenti più «leggeri». Polese infatti, dice a Greco che si vedranno l’indomani sera, anche perché ha un «pensiero» per lui: della melanzane, e una bottiglia di nocino. Un «regalo», quest’ultimo da parte di «quel signore di Ottaviano». Ma di chi si tratta? Chi è il signore di Ottaviano? E’ Pasquale Cutolo (classe 1935), fratello del boss Raffaele, fondatore della Nuova camorra organizzata. Nel corso della conversazione del 20 novembre 2013 – è riportato nero su bianco in una informativa di polizia giudiziaria – «emergeva che Tobia Polese (meglio conosciuto come don Antonio, o il boss delle cerimonie) aveva riferito a Greco che gli avrebbe dovuto recare un liquore (nocino) inviatogli da Pasquale Cutolo, fratello di Raffaele, boss della Nco».

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Il contenuto del dialogo, argomentano gli investigatori, forniva quindi «un riscontro alla particolare vicinanza di Greco e Polese ad ambienti criminali, che seppure non vissuti nella diretta comunanza di intenti e modus agendi, quali intranei (alle organizzazioni malavitose), non erano nemmeno oggetto di stigmatizzazione da parte degli stessi (interlocutori)». «Allora, ci vediamo domani sera (…) ti devo portare due ‘mulignanelle’ (melanzane) e una bottiglia di ‘nucill’ (nocino) di una persona… quel signore di Ottaviano… me lo ha mandato per te», dice Polese. E continua: «Ha detto: questo lo dovete dare a don Alfonso». «Va bene, va bene e con grande piacere», afferma Greco.