Raffaele Cutolo, sullo sfondo il Castello Mediceo che nel 1980 fu acquistato da una società riconducibile al boss di Ottaviano (la struttura fu confiscata nel 1991)

La scoperta fu effettuata a Ottaviano, nel Parco nazionale del Vesuvio. L’impianto elettronico (poi abbattuto) pesava sei tonnellate

Capita pure questo: una antenna di 25 metri a fare da «ombra» sul territorio del Parco nazionale del Vesuvio. La struttura, completamente abusiva, fu scoperta a Ottaviano nell’estate del 2005; era stata installata su un fondo di proprietà di un parente del boss della Nco, Raffaele Cutolo.  Si trattava di un impianto elettronico di 6 tonnellate, alto 25 metri. Per l’antenna si agì con l’abbattimento, operato dall’Ecpp (Ente programma prevenzione crimini ambientali), su ordinanza del Parco nazionale del Vesuvio, all’epoca guidato dal presidente Amilcare Troiano.  

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A dare notizia della vicenda, fu proprio quest’ultimo, che sottolineò pure come si fosse già provveduto al distacco dell’impianto, nonostante le difficoltà tecniche legate all’allacciamento abusivo all’energia elettrica. «In tutta l’area protetta si sta provvedendo al ripristino della legalità», tenne a sottolineare Amilcare Troiano.

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L’antenna era situata su una collinetta di duemila metri quadrati, a poca distanza dal Palazzo Mediceo (il castello di Ottaviano, ndr), che una volta apparteneva al fondatore della Nuova camorra organizzata (fu poi confiscato). Per completare le operazioni di demolizione dell’antenna, fu necessario richiedere l’intervento di una squadra antincendio e far aprire un varco tra i rovi. L’abbattimento, oltre che per le difficoltà ambientali, fu rallentato dal mancato distacco dell’energia elettrica, in quanto alcune pratiche relative all’allaccio dell’impianto, erano andate perse.