Raffaele Cutolo, sullo sfondo il Castello Mediceo che nel 1980 fu acquistato da una società riconducibile al boss di Ottaviano (la struttura fu confiscata nel 1991)

L’intercettazione di due affiliati al clan Fabbrocino, che parlano del Palazzo Mediceo (quando era di proprietà del boss della Nco)

Oggi, nel Castello Mediceo ha sede il Parco nazionale del Vesuvio, che occupa – in comodato d’uso  – uffici al piano terra della struttura. Il palazzo (fondato con molta probabilità, prima dell’anno Mille), dal 1995 è di proprietà del Comune di Ottaviano, a cui fu affidato quattro anni dopo la confisca, avvenuta nel 1991 (in base alla legge Rognoni- La Torre). Il Castello è famoso anche perché, all’inizio degli anni Ottanta fu acquistato dal boss della camorra Raffaele Cutolo. Il capo della Nco, se lo aggiudicò, per neanche 300 milioni delle vecchie lire, versati a donna Maria Capece Minutolo, vedova Lancellotti (esponente di una nobile famiglia di Lauro). Per tale motivo, molti, continuano a conoscerlo e a indicarlo, con il nome di Castello di Cutolo. Ne parlano, intercettati – una sera di luglio del 2007, mentre sono in auto – anche due affiliati al clan Fabbrocino di San Giuseppe Vesuviano. Uno degli interlocutori, tale Peppe, ricorda un episodio a cui ha assistito quasi 40 anni prima. «Ma tu al castello non ci sei ancora entrato? – dice Peppe al suo sodale, Domenico – Guarda che bel lavoro che hanno fatto… l’hanno fatto tutto nuovo… se vai di qua, ti faccio vedere che hanno combinato». E Domenico sostiene: «L’hanno fatto per Raffaele (Cutolo), quando viene». Ma Peppe gli fa subito osservare: «Eh, (mica) l’hanno fatto per Raffaele e Pasquale (Cutolo, fratello di Raffaele)… (loro) non si possono nemmeno avvicinare… è tutta roba dello Stato».

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E Domenico chiede: «Chi te l’ha detto che non ci si può andare?». «No, non si può andare, ci sta il guardiano. Il sabato è aperto al pubblico, ma è vuoto. Quando eravamo ragazzi, là fuori ci stava  una cosa tanto grossa, era di marmo, stava sopra il marchio del principe del re del casato, stava sopra l’arco dell’entrata», racconta Peppe. «Arrivarono due tipi di Torre (non è chiaro se si riferisca a Torre Annunziata o a Torre del Greco), noi eravamo giovani, due tre di loro salirono sopra le corde… io dissi: “Ma che state facendo?”. Stavamo io ed un altro paio di amici. E mi fu risposto: “Compariello, ci hanno comandati, ci dobbiamo prendere questo coso”. Lo presero se lo portarono in macchina e se ne andarono», termina il racconto, Peppe. «Eh, quando venne il terremoto (quello del 23 novembre del 1980, ndr)», gli fa eco Domenico. Si tratta quindi del periodo in cui proprietario del castello, era Raffaele Cutolo.

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