giovedì, Agosto 11, 2022
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Quel filo rosso tra Caldoro e de Magistris che passa per Palmieri

Due consiglieri di centrodestra (all’opposizione?) salvano il sindaco di Napoli

di Giancarlo Tommasone

Tre voti, tre consiglieri seduti al banco per aiutare il sindaco Luigi de Magistris a restare in sella. Sarebbe bastato il più classico dei «soffi» per far cadere la seconda amministrazione arancione, ma – come ha dichiarato a Stylo24, a microfoni spenti, un consigliere comunale – «l’accanimento terapeutico nei confronti di un paziente allo stremo» non c’è stato. E allora a salvare la fascia tricolore e ad aiutarla a dare l’ok al bilancio, mantenendo il numero legale, ci pensano tre dell’opposizione, due di centrodestra e una ex Pd: Salvatore Guangi, Domenico Palmieri, detto Mimmo, e Anna Ulleto. Guangi (Forza Italia) «ha agito a titolo personale», si è affrettato a dichiarare – attraverso una nota – il coordinatore cittadino azzurro, Stanislao Lanzotti.  Verrebbe però da chiedersi e da chiedere proprio a Lanzotti, fino a che punto un partito che sta all’opposizione possa tollerare che un suo esponente fornisca appoggio alla maggioranza. Cosa tra l’altro, che ultimamente non rappresenta l’eccezione, bensì la regola. Come è possibile che il partito non attui provvedimenti nei confronti di Guangi (che dimostra di essere insensibile ai richiami di FI) e si limiti a prendere le distanze da quelle che ridimensiona a scelta del singolo? Stesso discorso vale per Mimmo Palmieri, legato a doppio filo al leader del centrodestra, Stefano Caldoro. Quanto avvenuto durante le scorse ore in Consiglio comunale, rappresenta la prova provata del feeling esistente tra Caldoro e il primo cittadino partenopeo. Non dimentichiamo che l’ex governatore, nel corso dell’ultima campagna elettorale, ha fatto un vero e proprio endorsement per Luigi de Magistris. Sponsorizzazione che, in seguito alla valanga di critiche sui social, Caldoro è stato poi costretto a ritirare, anche se la toppa del comunicato di riparazione è stata ancora peggio del buco. Da sottolineare pure che de Magistris, che continua a autodefinirsi uomo di sinistra (con i pugni chiusi alzati a destra e a manca) qualche giorno prima che si andasse alle urne per il rinnovo del Consiglio regionale, ha ribadito: «Non voterò per De Luca». A questo punto c’è da chiedersi: per caso ha votato per Caldoro?   

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