di Giancarlo Tommasone

«Domani chi vuole venire al cinema?» recita il messaggio sulla bacheca di un ragazzo della Sanità. Un amico gli risponde: «Stai attento, ha detto che adesso fai sparare», dove sparare è indicato dall’icona di una pistola. Un altro accetta l’invito al «cinema» e ribatte con un «lì», a fissare il luogo dell’appuntamento. Gli si dice di sì, «ok», ma pure che bisogna discuterne in privato. «Cont», contattami.

QUELLA STRANA CHAT POCO PRIMA
DELLA STESA AVVENUTA ALLA SANITA’

Ce ne sono un bel po’ di questi messaggi sulle bacheche Facebook di alcuni giovani di certi rioni a rischio, ma questa volta è un po’ diversa dalle altre perché lo scritto è postato alle 23.42 di lunedì scorso, a poche ore dall’ultima stesa avvenuta alla Sanità. La pagina del ragazzo che tra l’altro riporta l’immancabile sezione dedicata ai caduti dell’esercito della camorra, risulta attenzionata da tempo da parte delle forze dell’ordine.

Dal mondo social passiamo a quello reale e ai fatti della Sanità. Dalle prime risultanze delle indagini dei poliziotti di stanza a San Carlo all’Arena, emerge che la stesa avvenuta nella notte del 24 ottobre potrebbe essere stata portata «a termine dalla famiglia che si oppone ai Sequino, e quindi dai Vastarella».

LA STESA AD OPERA
DEL CLAN VASTARELLA?

L’ipotesi è supportata anche dalla fibrillazione percepita già da diverse settimane nel rione e rilevata anche dagli agenti. Tanto è vero che per 4 giorni consecutivi erano state approntate postazioni fisse presso le abitazioni di 2 persone, che secondo le informative delle forze dell’ordine, hanno rischiato seriamente di diventare bersaglio dei killer.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori la stesa sarebbe dunque successiva a un chiarimento tra le famiglie in lizza, Sequino e Savarese da una parte, Vastarella e Mauro dall’altra. L’incontro andato a buon fine è servito a ribadire che gli accordi presi vanno rispettati. E che chi contravviene ai patti, magari cercando di allargare il giro d’affari personale a discapito degli equilibri tra le cosche, rischia di pagare un prezzo altissimo.

La dimostrazione di forza di martedì notte, spiegano ancora gli investigatori, sarebbe servita poi a ricordare ulteriormente a chi ha sbagliato che se continua a sgarrare si potrebbe andare facilmente oltre l’avvertimento.