sabato, Maggio 28, 2022
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Quegli attimi di dimenticanza di Jannotti Pecci

Il neo presidente ha voluto ringrazia Manfellotto per il «clima di coesione». E tutti gli addii di questi mesi?

«Voglio ringraziare di cuore Maurizio (Manfellotto, ndr). Lo voglio ringraziare per il lavoro fatto ma soprattutto per come l’ha fatto. Maurizio è riuscito a creare un clima all’interno dell’Unione veramente di grande coesione e credo che i presupposti perché questo concetto di coesione diventasse la nostra stella polare delle nostre prossime azioni lo si debba principalmente a Maurizio». Con queste parole, ieri, Costanzo Jannotti Pecci ha esordito nel suo nuovo ruolo di presidente dell’Unione degli industriali di Napoli. Parole di ringraziamento per il suo predecessore che se da un lato possono essere lette come una consuetudine in ogni passaggio di testimone, dall’altro lasciano almeno perplessi. Proprio per il concetto di coesione.

Gli ultimi sei mesi dell’Unione degli Industriali di Napoli

Dopo il mistero della rassegna stampa, queste parole mettono in evidenza che a palazzo Partanna, evidentemente, c’è proprio un problema fondamentalmente tecnico: non vengono acquistati i giornali. Perché il presidente Jannotti Pecci non si è accorto che negli ultimi sei mesi sono andati via importantissimi industriali. Non si è accorto delle tensioni tra Maurizio Manfellotto, Antonio D’Amato e i presunti «rivali».  Non si è accorto dei maldestri tentativi di viale dell’Astronomia di pacificare gli animi.

I tanti addii a palazzo Partanna

Chissà cosa avrà pensato, ascoltando le parole di Jannotti Pecci, Gianni Lettieri, past presidente dell’Unione che ha lasciato a febbraio. Chissà come avrà reagito Ambrogio Prezioso, messo all’angolo (e costretto a lasciare) per aver creato Est(ra) Moenia (l’associazione nata per promuovere sviluppo nell’area est di Napoli). Aspro, pure troppo, il confronto che si è avuto da novembre al mese scorso con il patron di Temi spa, Francesco Tavassi, accusato di non aver rispettato i patti sociali partecipando alla conferenza di presentazione dell’associazione di Prezioso. Accusa che gli è valsa la revoca dell’incarico di vicepresidente. Di certo sarà rimasto stupito, l’altro past president eccellente che ha lasciato le stanze di piazza dei Martiri, Paolo Graziano. E come dimenticare le dimissioni di Gesac, revocate dopo circa 24 ore ma solo per motivi tecnici.

A Jannotti Pecci forse non sarà giunta la lettera di ben 44 aziende (tra cui Adler, Mecfond, Atitech, Kelyon Protom group e Coelmo, giusto per citarne qualcuna) che sempre a febbraio hanno invocato l’intervento di Roma per rinviare le elezioni. Così come non gli sarà giunta all’orecchio la notizia della diffida a Giancarlo Schisano. Solo l’altro ieri ben 6 aziende hanno deciso di rassegnare le proprie dimissioni: Giovanni Sannino per Sagifi Spa, Nicola Arnone per Acqua LETE Spa, Giuseppe Esposito per EP Spa. Pierluigi Acquaviva per Dolciaria Acquaviva Spa, Antonello Sorrentino per SORI’ Srl e Salvatore Esposito per TICE Srl. Se questa è la loro definizione di coesione, sarà un lungo mandato…

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