martedì, Settembre 27, 2022
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Quatrano lascia Sinistra Italiana. Gli scontenti ammiccano al M5S

Il presidente della Municipalità 6, Sandro Fucito, avvistato a eventi elettorali di Unione popolare di de Magistris

di Emiliano Caliendo

Cosa vota a Napoli la sinistra radicale? Negli ultimi giorni di questa campagna elettorale si è avuta come l’impressione – complici anche i bagni di folla per Giuseppe Conte – che il popolo della sinistra napoletana abbia scelto di votare il M5S. Vero è che su questa scelta influisce molto la grande quantità di percettori del reddito di cittadinanza presenti in città.

Altrettanto vero è che l’ala cosiddetta «fichiana» del Movimento, a Napoli, vanta al suo interno molti ex esponenti provenienti da partiti e movimenti dell’estrema sinistra, su tutti Rifondazione Comunista. Se a ciò si aggiungono defezioni da partiti come Sinistra Italiana, è chiaro che sia in atto un travaso, non solo di voti, ma anche di ceto politico sotto le insegne delle 5 Stelle del nuovo corso «progressista» dell’Avvocato del Popolo.

È il caso del consigliere della Municipalità 5 Vomero-Arenella, Daniele Quatrano, che ieri ha pubblicato una lunga lettera sul suo profilo Facebook con cui esplicita la decisione di lasciare il partito d’appartenenza – che a queste elezioni si è federato ai Verdi nel centrosinistra a guida Pd – per esprimere il proprio sostegno elettorale al M5S. Il primo motivo di contrasto tra il rappresentante dell’ente di prossimità e i suoi ex compagni è proprio l’accordo con i dem e il metodo con cui è stato chiuso.

La lettera di Daniele Quatrano

Così si legge nella missiva: «Care compagne e cari compagni di Sinistra Italiana, […] Sia chiaro, non contesto l’alleanza elettorale di per sé – non si cambia Partito ogni volta che non si è d’accordo con la maggioranza, tanto meno in relazione ad un’alleanza elettorale – ma qui c’è in ballo qualcosa di troppo più importante, ci si è schierati in modo acritico ed incondizionato con un PD completamente organico allo schieramento che promuove la corsa globale al riarmo e la retorica dello scontro tra civiltà. Inoltre, è stato mortificato il ruolo dell’assemblea nazionale, fingendo di mettere all’ordine del giorno la discussione su un accordo che era in realtà già chiuso e blindato (la vicenda della modifica del nome del gruppo parlamentare LEU, così da rendere non necessaria la raccolta firme ne è la dimostrazione) e si è rifiutati poi la consultazione degli iscritti, prevista dallo Statuto».

La lettera prosegue poi evidenziando che ci sarebbero stati altri percorsi politici da seguire per costruire eventuali alleanze, più consoni all’ideologia di Sinistra Italiana. «Eppure – continua -, rispetto al deserto politico degli ultimi anni, questa volta c’erano enormi margini di manovra: da una parte il Movimento 5 Stelle nella sua nuova veste progressista (perdonate la semplificazione), dall’altra la ricomposizione – seppure ancora in tredicesimi – di vari pezzi della sinistra militante (vedi Unione Popolare). Nonostante questo quadro politico in evoluzione, Sinistra Italiana ha deciso di blindare un accordo di vertice con i Verdi e con il PD, lo ha fatto contro 1/3 del suo gruppo dirigente e contro tante realtà territoriali. Non si è voluto neanche tentare una strada alternativa, tutto questo fa pensare che sia avvenuta una completa trasformazione antropologica di Sinistra Italiana, che altre ormai siano le scelte di campo ed altri i suoi valori».

L’attacco a Fratoianni e company

Infine, Quatrano motiva il suo addio anche per ragioni di posizionamento legati alla politica estera, attaccando Fratoianni e company per aver stretto un accordo con l’iper-atlantista Pd. «Quanto a me, resto saldamente nel campo antimperialista, e dunque non posso condividere valori e strategie funzionali al mantenimento della declinante egemonia USA, e nel campo del pacifismo militante, anche quando la guerra è guerra economica e di sanzioni. Resto quindi fedele ai miei valori, che sono e saranno sempre incompatibili con quelli degli orfani di Draghi».

Interpellato da Stylo24, il consigliere ha confermato il suo sostegno elettorale al M5S, prodromico – chissà – ad un’entrata ufficiale nel partito di Conte in un prossimo futuro. Insieme, magari, ad un altro consigliere del parlamentino di via Morghen. Che sia solo il primo esponente politico napoletano a fuoriuscire da Sinistra Italiana in disaccordo con la linea nazionale? La settimana scorsa è stato avvistato ad un evento elettorale di Unione Popolare di de Magistris il presidente della Municipalità 6 Barra- San Giovanni – Ponticelli, Sandro Fucito, già presidente del consiglio comunale.

«Ho partecipato – ha risposto Fucito, contattato da Stylo 24 – perché è stata un’iniziativa di grande interesse. Sono molto vicino a tanti di Unione Popolare e condivido le loro posizioni sulla politica internazionale. Tuttavia, ho incarichi in Sinistra Italiana pur non avendo condiviso la coalizione con il Pd e non con il M5S ed altre liste di sinistra. Ciò non mi consente di sostenere attivamente altre liste». Quindi nessun sostegno «attivo» ad altre liste. Anche per Fucito, inoltre, il tema della guerra resta centrale nelle future scelte politiche personali: «Sicuramente, insieme ad altri in Italia (ad oggi sto in segreteria nazionale di SI) lavorerò all’unità delle forze che si oppongono alla guerra, al riarmo, all’atlantismo ad ogni costo».

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