Il boss Raffaele Cutolo e il figlio Roberto durante una intervista televisiva

L’iniziativa di un foggiano che vantava presunti (e mai accertati) legami di parentela con il fondatore della Nco

di Giancarlo Tommasone

Nel 1995, fu coinvolto in una vicenda relativa a un tentativo di estorsione nei confronti del Vaticano. Una richiesta di 40 miliardi di lire, per impedire l’uccisione di Emanuela Orlandi. Come appurarono gli inquirenti, all’epoca,  si trattò di un piano imbastito sul nulla, un vero e proprio falso, inscenato insieme a 2 complici, per cercare di spillare denaro. Il soggetto in questione, il foggiano Francesco S. (all’epoca dei fatti, 36enne) si era finto appartenente al gruppo di sequestratori della ragazza (di cui ancor oggi non si conosce la sorte). Quando l’attenzione degli inquirenti si focalizzò sull’uomo e su altre due persone, Francesco S. aveva alle spalle già condanne e arresti per insolvenza fraudolenta, furto e tentata estorsione.

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Ma il 36enne finisce al centro della scena anche per un’altra vicenda, questa volta legata a scenari lontani da quelli del Vaticano e del caso Orlandi. Francesco S. è noto, anche perché  amava definirsi fan di Raffaele Cutolo, il boss fondatore della Nuova camorra organizzata. All’inizio del 1991 fondò, infatti, il club «Amici di Cutolo». L’iniziativa risale a poco dopo l’omicidio di Roberto Cutolo, il figlio del padrino di Ottaviano, ucciso a Tradate (in provincia di Varese) il 19 dicembre del 1990. «Da allora, Francesco S. periodicamente fa celebrare una messa in suffragio del giovane», è riportato in una informativa di polizia giudiziaria dell’epoca. Negli ambienti investigativi, quando emersero i fatti, non venne tuttavia confermata una presunta parentela, sia pur indiretta, tra il «fan» e il capo della Nco.