lunedì, Dicembre 6, 2021
HomePrimo Piano«Quando scoppiò la guerra, cercammo di far tornare Bardellino in Italia»

«Quando scoppiò la guerra, cercammo di far tornare Bardellino in Italia»

I VERBALI INEDITI Il collaboratore di giustizia Pasquale Galasso: il gruppo Alfieri chiese appoggio nello scontro in atto con i Nuvoletta di Marano  

di Giancarlo Tommasone

Il 19 novembre del 1997, presso l’aula bunker del carcere napoletano di Poggioreale, si tiene uno degli interrogatori del collaboratore di giustizia Pasquale Galasso, per anni boss di Poggiomarino per la Nuova famiglia. Argomento della sessione (della quale Stylo24 pubblica i verbali, in esclusiva) è rappresentato dai dissidi esistenti – all’inizio degli anni Ottanta – tra i gruppi Alfieri e Bardellino, da una parte, e Nuvoletta, dall’altra. Nel corso dell’interrogatorio emerge la rete di contatti, attraverso la quale, il clan Alfieri riusciva a mettersi in contatto con Bardellino, a capo della fazione casalese. «I contatti con il clan dei Casalesi, in particolare con Bardellino Antonio, dall’82 in poi erano filtrati tra Bardellino e il nostro gruppo, da Luigi Basile (morto in carcere nel 2013, ndr), detto Giggino ’o marsigliese, tutto passava per il suo tramite», afferma Galasso, confermando i contenuti di una sua precedente deposizione.  

Leggi anche / «Bardellino mi disse che
doveva fare pulizia nel clan, ma poi fu ucciso lui»

«Ricordo adesso – aggiunge il pentito – che ho incontrato Basile nella primavera del 1987, quando Bardellino, ritornato dall’America, venne a passare tre-quattro giorni in uno dei rifugi di Alfieri (Carmine, ndr), dormiva con Alfieri. Ricordo che Bardellino fu accompagnato dal marsigliese e da altri uomini del clan. Poi se ne andarono e dopo alcuni giorni, il marsigliese ritornò a prendere Bardellino, e quindi lo rividi di nuovo. Questa è stata l’ultima volta che ho visto Bardellino e ’o marsigliese. Da quel momento in poi il tramite tra il nostro gruppo e quello dei Casalesi fu rappresentato da altri soggetti». In precedenza, però, c’erano stati altri incontri e contatti tra quella che viene indicata come persona vicinissima a Bardellino (la morte presunta del padrino è stata fissata al 31 maggio del 1988) e l’organizzazione facente capo ad Alfieri (poi passato a collaborare con la giustizia).

La guerra di camorra
tra Alfieri e Nuvoletta
Il tramite tra il boss Bardellino
e il gruppo di ‘o ‘ntufato

A parlare di tali rapporti è sempre Galasso: «Ricordo che normalmente era Basile che faceva da tramite, ricordo un altro episodio, relativo al periodo 1983-84. Dopo l’uccisione di Leopoldo Del Gaudio (boss di Pompei, legato ad Alfieri), cercavamo di contattare Bardellino ed eventualmente farlo tornare dall’America proprio per prendere una decisione in quanto ci rendevamo conto che era nato da poco lo scontro diretto tra noi e i Nuvoletta. Il tramite fu ancora una volta Basile. Ricordo che durante uno dei questi incontri, al quale ero presente anche io, venne Basile che portò il numero di telefono di Bardellino che si trovava in America, dove gli telefonammo».

Leggi anche...

- Advertisement -