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«Quando al Casinò di Sanremo vinsi 340mila euro in un colpo solo»

Salvatore Lo Russo, ex capoclan di Miano, passato a collaborare con la giustizia

I verbali del collaboratore di giustizia Salvatore Lo Russo, ex capoclan dei capitoni di Miano

di Giancarlo Tommasone

Gioco d’azzardo e camorra, due componenti che per anni sono state importantissime nella vita di Salvatore Lo Russo, classe 1953, conosciuto all’anagrafe della malavita come ’o capitone, soprannome, che nella forma plurale, indica pure il clan di Miano di cui è stato alla guida per un lungo periodo. Fino al 2011, quando Lo Russo intraprende la collaborazione con la giustizia. Nel corso di uno dei primissimi interrogatori, il pentito fa mettere a verbale anche dichiarazioni che hanno a che fare con la sua passione per carte francesi e per il chemin de fer.

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In cima ai «paradisi» del tavolo verde c’era per lui, stando a quanto dichiara Lo Russo (a febbraio del 2011), il Casinò di Sanremo. «Nel 2006 andai a giocare a Sanremo – racconta ai magistrati l’ex camorrista – e vinsi 280mila euro». Oltre mezzo miliardo di vecchie lire in una sola serata. Ma la fortuna dell’allora capoclan, sempre secondo quanto afferma, non si esaurisce con quella maxivincita. Un anno più tardi farà meglio, e ancora nel corso di una puntata estemporanea in Liguria, in un colpo solo, Lo Russo dice di aver vinto ben 340mila euro.

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sul tavolo verde per umiliare Lo Russo

«Nel 2004, invece, ancora a Sanremo vinsi 70mila euro, mentre in un’altra occasione, a Saint Vincent (località valdostana in cui si trova un altro casinò, ndr), riuscii a portarmi a casa oltre un centinaio di migliaia di euro».  Ma la febbre per il gioco accompagnava Lo Russo, anche quando si trovava nella sua «roccaforte», a Miano, dove – emerge pure da una serie di inchieste della magistratura – erano stati allestiti tavoli di zecchinetta e chemin de fer. «Organizzavo il lunedì, di solito, a inizio settimana», fa mettere  a verbale l’ex capoclan dei capitoni.

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