domenica, Dicembre 5, 2021
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«Quando a Scampia sfrecciavano le Ferrari e le Lamborghini dei boss»

LA STORIA DELLA CAMORRA Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Antonio Pica: i Di Lauro invidiosi dei Prestieri, volevano uccidere mio zio Maurizio

I semi della discordia, quelli che produrranno le piante, i cui frutti prima porteranno alla scissione, e poi alla faida di Scampia e Secondigliano, sono stati gettati poco dopo la metà degli anni Novanta. Almeno stando alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, una volta ai vertici delle fazioni che confluivano nel clan Di Lauro. A rendicontare della circostanza è Antonio Pica (nipote degli ex boss Maurizio, e Tommaso, quest’ultimo deceduto nel novembre scorso).

Durante uno degli interrogatori a cui si sottopone, fa mettere a verbale di un incontro avuto in  Spagna con il capo degli Scissionisti, Raffaele Amato. Si tratta di un faccia a faccia, che si registra nel casinò di Barcellona tra Amato e Pica, nell’estate del 2003. «A un certo punto il discorso si spostò sulla gelosia (invidia) che secondo ’o Lello (come era meglio conosciuto Amato nell’ambiente criminale, ndr) Enzo Di Lauro (classe 1975, secondogenito di Paolo, ndr) provava nei confronti di mio zio Maurizio». «Voleva ucciderlo – continua Pica –, mi fu detto, perché era geloso per motivi di donne, di carisma criminale, della capacità di acquisire nuovi affiliati da parte di mio zio Maurizio».

«Mio zio Maurizio, dal canto suo, non si era mai accorto di questa invidia, di tale sentimento che nutriva nei suoi confronti Enzo Di Lauro, mentre io me ne ero accorto e avevo la sensazione di una certa freddezza, nel periodo 1997-1999. Era l’epoca in cui, al Rione Monterosa si camminava con le Ferrari che erano di mio zio Maurizio e di Raffale Petrozzi», afferma il collaboratore di giustizia.

Che aggiunge: «Vincenzo, invece, aveva una Lamborghini gialla, difatti lo vidi quando andammo insieme a Rimini, dove risiedemmo presso un albergo. Io mi registrai con il mio nome, non so come si registrò Vincenzo Di Lauro».

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