Le intercettazioni di tre esponenti di spicco del clan Fabbrocino, che parlano di un gruppo emergente di giovanissimi criminali

La conversazione è intercettata all’interno di un’auto, a parlare tre esponenti di vertice del clan Fabbrocino. Siamo alla fine di luglio del 2007. All’epoca del dialogo captato dagli 007 dell’Antimafia, il fondatore dell’organizzazione criminale, Mario Fabbrocino (deceduto nel 2019), si trova in carcere al 41 bis. La cosca di San Giuseppe Vesuviano, con ramificazioni nell’intero territorio vesuviano, attraversa un periodo non semplice, e deve confrontarsi anche con le nuove leve di camorristi, gruppi di giovanissimi (tra i 18 e i 19 anni) che impongono il pizzo ai commercianti della zona. «Ragazzini … di 18, 19 anni, già vanno facendo le estorsioni nei bar, sono cinque sei di loro, affiatati, (…) e se le vanno a prendere tutti i mesi, ma tu devi vedere, sono sette-otto guagliuncielli che veramente fanno cose», spiega ai sodali uno degli interlocutori.

Gli armaioli degli Usa / «Il clan Fabbrocino
comprava le pistole a tamburo a El Dorado, in Kansas»

Qual è il rischio, stando al contenuto della conversazione? «Facciamo la fine della Nco, che non esiste più», spiega uno dei boss dei Fabbrocino. Che, tra l’altro, riferendosi allo storico capoclan Mario, afferma: «Sta perdendo terreno». Secondo quanto viene registrato, ci sarebbe il timore assai fondato, che dopo le estorsioni, i gruppi emergenti passino a inserirsi nel traffico degli stupefacenti. «Così va a finire prima o poi, così va a finire», convengono i tre. Relativamente al tentativo delle giovani leve di inserirsi nelle attività criminali, uno degli interlocutori commenta: «I boss nuovi non permettono queste cose, ma questi le fanno sempre, sono trent’anni  che fanno sempre queste cose». E gli viene risposto: «Dove stanno questi boss? Allor, non hai capito? La Nuova famiglia non esiste più, è finita, i cutoliani non ci stanno più. E te lo dico io, oggi di questo abbiamo parlato: Mario (Fabbrocino) sta perdendo terreno».

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