lunedì, Novembre 29, 2021
Home Inchieste e storia della camorra Pupetta Maresca contro Gomorra «È dannosa. Troppa violenza»

Pupetta Maresca contro Gomorra «È dannosa. Troppa violenza»

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Una figura controversa, che nel bene e nel male ha segnato la storia della camorra napoletana, condanna duramente la serie tv targata Sky e Cattleya

Pupetta Maresca, una figura controversa che nel bene e nel male ha segnato la storia della camorra napoletana. Ha visto omicidi, fatti di sangue cruenti e meno cruenti. È stata protagonista di eventi delittuosi come la morte di Antonio Esposito, detto ‘Totonno di Pomigliano’. Eppure, nonostante la sua vita pericolosa e nonostante il fatto che ne ha visto di «cotte e di crude», condanna duramente «Gomorra», la serie targata Sky e Cattleya che racconta la faida di Secondigliano e che è arrivata alla quinta stagione.

«Gomorra è diseducativa per i bambini. Ho visto una puntata ma di fronte a certe scene anch’io ho spento la tv». Ha affemato la lady Camorra di Castellammare di Stabia in una lunga intervista a Giovanni Terzi su «Libero». Nella sua intervista emergono le differenze tra la camorra degli anni ‘90 e la camorra di oggi. Ripercorre la sua storia d’amore con Pasquale Simonetti, detto Pascalone e’ Nola. Una storia felice fino al conflitto tra Pascalone e’ Nola con Antonio Esposito per il controllo del mercato ortofrutticolo.

«Il conflitto riguardava il prezzo della patate. Esposito voleva abbassare i prezzi» spiega a Libero. Uno scontro culminato, nel 16 luglio del 1955, con la morte di Pascalone. Dopo la sua morte, racconta «Pupetta», aveva voglia di vendetta, o quella che per lei si chiamava Giustizia. Giustizia che arrivò qualche tempo dopo, con la morte di Esposito. «Non è mai stato provato che fu la mia pistola ad ucciderlo». Dalla storia con il boss Umberto Ammaturo, nacquero due figli. Poi la guerra contro Cutolo. Famosa la sua conferenza stampa contro il boss di Ottaviano. «C’era in palio la mia vita, se avessi taciuto, sarei morta nel silenzio e nell’indifferenza».

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