Maria Paola Gaglione
La foto del profilo Facebook della vittima, Paola Maria Gaglione

Il 30enne ha speronato lo scooter su cui viaggiavano Paola e la sua compagna, accusato di omicidio preterintenzionale e violenza aggravata dall’omofobia

E’ assai fosco il quadro che emerge dai motivi che hanno portato alla morte di una 22enne. «Volevo darle una lezione, non ucciderla. Ma era stata infettata». Lo ha detto ai carabinieri, secondo quanto riferito, Michele Antonio Gaglione, fermato per la morte della sorella Paola Maria, a Caivano. Inizialmente rispondeva di lesioni personali, morte come conseguenza di un altro delitto e violenza privata, ma la sua posizione si è aggravata e il 30enne è finito in cella per omicidio preterintenzionale e violenza privata aggravata dall’omofobia. Il giovane ha inseguito la sorella e la compagna di quest’ultima per parecchi minuti, cercando con i calci di farle cadere dallo scooter in corsa, poi in una curva, il mezzo con in sella le due ragazze, colpito dalla furia del giovane, ha perso aderenza finendo fuori strada. Paola è finita su un tubo per l’irrigazione, che le ha tranciato la gola, l’amica, che da un po’ di tempo si fa chiamare Ciro, è stata più fortunata perché è finita sul selciato senza però sbattere contro alcun ostacolo, ed è ora ricoverata in ospedale. Sono questi, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli ultimi attimi di vita di Gaglione, morta nella notte tra venerdì e sabato. Il fratello, disoccupato, residente al Parco Verde di Caivano, che dopo aver speronato le ragazze e averle fatte uscire fuori strada, si è anche fiondato su Ciro pestandola, mentre la sorella era ormai morta, è stato arrestato poco dopo.