La sede della ex Provincia, oggi Città metropolitana di Napoli

Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Claudio Lamino che racconta di una riunione a cui parteciparono il boss e i quattro fratelli

Il collaboratore di giustizia Claudio Lamino, è tra i principali accusatori del cosiddetto «sistema Sant’Antimo». Il pentito, nel corso dell’interrogatorio del 28 luglio 2017, racconta anche di un episodio che si sarebbe verificato a dicembre del 2008, e che vedrebbe protagonista Luigi Cesaro (indagato nell’inchiesta sui presunti rapporti tra politica e criminalità organizzata), i suoi fratelli (Antimo, Aniello e Raffaele), e il boss Pasquale Puca. «Non ho mai avuto contatti diretti e personali con Luigi Cesaro – fa mettere a verbale Lamino – So per certo che Pasquale Puca, ’o minorenne, ebbe con lui un incontro nel dicembre 2008, in previsione della candidatura di Luigi Cesaro alla presidenza della Provincia di Napoli».

L’incontro – precisa il collaboratore di giustizia – ebbe luogo nel capoluogo partenopeo, «nello studio di un avvocato». «(Io) feci solo da accompagnatore – aggiunge il pentito – e naturalmente rimasi in disparte durante la discussione che avvenne in una stanza riservata messa a disposizione dall’avvocato che neppure partecipò. All’interno della stanza, quindi, vi erano solo i quattro fratelli Cesaro (Aniello, Antimo, Luigi e Raffaele) e Pasqualino Puca».

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dei Cesaro, quando i fratelli smisero di pagare fu guerra»

Ma perché era stata fissata la riunione? «Pasquale Puca – spiega Lamino – voleva ovviamente inserire dei referenti alla Provincia di Napoli, nel senso che pretendeva che nelle liste elettorali fossero inseriti dei soggetti da lui indicati e quindi graditi». La proposta del boss, racconta ancora il pentito, non sarebbe stata accettata: «Non ho mai sentito gridare così ad alta voce Pasquale Puca, come fece in quella circostanza; in quel periodo, voglio precisare che ancora non era in corso la campagna elettorale e Luigi Cesaro era candidato alla presidenza».

«Dopo l ‘incontro, Pasquale Puca non mi riferì nulla dell’esito di quella riunione, ma dalla sua rabbia capii che le sue decisioni erano state osteggiate, nel senso che i Cesaro non avevano accettato di inserire nella lista elettorale le persone che Pasqualino aveva indicato», afferma Lamino.

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