La ditta condannata a versare alla persona che l’ha citata in giudizio la somma di 3.649 euro

L’azienda Gdl Spa-Remail è stata condannata a pagare a una cliente che l’ha citata in giudizio, la somma di 3.649 euro, oltre alle spese processuali. Per quale motivo? Per «pubblicità ingannevole», hanno sentenziato, lo scorso primo ottobre, i giudici della XI Sezione civile del Tribunale ordinario di Napoli. I fatti risalgono al novembre del 2015, quando la donna (rappresentata e difesa dagli avvocati Loris Laino e Antonia Dal Ponte) sottoscrive un contratto per l’installazione di un box doccia e le pratiche per il relativo finanziamento. Ciò – è scritto nella sentenza – «nell’esclusivo convincimento di poter far eseguire l’opera di installazione di un sistema idrico, beneficiando di uno sconto complessivo pari al 70% del prezzo finale dell’opera». Ma quanto sarebbe costato, dunque, farsi installare un box doccia dall’azienda citata in giudizio? Stando al messaggio pubblicitario mandato in onda almeno fino al 2014 – argomentano i giudici – si evince che il prezzo per l’installazione sia di appena 59,70 euro (vale a dire 199 euro meno il 70% della promozione, ndr). Ma, nel caso, la cliente non ha richiesto la restituzione del 70% dei 199 euro («importo che si è poi rivelato un mero acconto», scrivono ancora i giudici) bensì quella di 3.500euro, ossia il 70% del totale dei 5.000 occorsi, alla fine, per l’installazione del box doccia. «I pubblicizzati sconti del 50% + 20% si sono rilevati del tutto inesistenti, posto che il pubblicizzato sconto del 50% consisteva nella sola possibilità di usufruire di una detrazione fiscale», è scritto nero su bianco nella sentenza. Per tali motivi la Gdl è stata condannata a pagare alla controparte la somma di 3.649 euro (i 3.500 più gli interessi maturati).

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