Il governo proroga il taglio di 17,1 centesimi e prepara aiuti selettivi. Intanto accelera sulle estrazioni di petrolio e gas.
Una settimana per trovare una soluzione
Il governo compra altri sette giorni. Lo sconto sul diesel di 17,1 centesimi viene prorogato con un decreto da 102 milioni di euro. Nello stesso provvedimento trova spazio il credito d’imposta per le imprese dell’autotrasporto.
La proroga, inizialmente ipotizzata per due settimane, è stata dimezzata. Palazzo Chigi vuole passare dal taglio generalizzato a interventi destinati alle famiglie e alle categorie maggiormente colpite.
Il nodo dei nuovi bonus carburante
Il piano deve ancora superare diversi ostacoli. Bisogna definire la platea, convincere i datori di lavoro ad aderire e trovare una formula che comprenda partite Iva e pensionati.
Poi servono le coperture. Il governo cerca una misura capace di incidere sui conti familiari senza favorire soprattutto chi consuma più carburante. Lo sconto attuale, infatti, non riesce a fermare la corsa dei prezzi.
Il gasolio supera i due euro in autostrada
Il diesel ha raggiunto 2,258 euro al litro sulla rete autostradale, nonostante la riduzione delle accise. Per molti automobilisti lo sconto è ormai quasi invisibile.
La questione dei carburanti si intreccia con il clima politico raccontato nell’avvertimento di Meloni agli alleati. La premier cerca risultati che possano arrivare alle famiglie prima della manovra.
La lettera inviata a Bruxelles
Il ministro dell’Economia ha comunicato l’invio a Bruxelles della richiesta di flessibilità. Il governo punta ad attivare la clausola di salvaguardia e liberare 22 miliardi per la difesa e 14 per l’energia.
La possibilità dipende dall’uscita dell’Italia dalla procedura d’infrazione. Le stime indicano un rapporto tra deficit e Pil al 2,9 per cento. Se il quadro sarà confermato, Palazzo Chigi conta di ottenere tra 8 e 10 miliardi di margine.
Il tesoretto che può allungare la legislatura
Quelle risorse potrebbero finanziare una manovra più ampia e sostenere la durata del governo. «A quel punto ammettono fonti vicine alla premier meglio tirare a campare fino all’ultimo minuto utile, allungare all’autunno 2027».
Lo scenario economico entra così nella partita politica che accompagna anche la riforma della legge elettorale. Prima di pensare alle urne, Meloni vuole vedere gli effetti delle nuove misure.
Commissari per sbloccare petrolio e gas
Il decreto apre anche alla nomina di commissari incaricati di accelerare permessi e concessioni per ricerca, esplorazione ed estrazione di idrocarburi.
Meloni spiega che quanto fatto finora «non basta: serve fare di più per costruire soluzioni strutturali e di lungo periodo. Allora abbiamo avuto il coraggio di riaprire la strada del nucleare e vogliamo andare avanti sull’aumento della produzione nazionale di petrolio e di gas, perché non ha molto senso comprare all’estero energia quando possiamo produrla anche in Italia».
La misura, secondo la premier, «permetterà allo Stato di nominare dei commissari che aiutano le regioni a tagliare i tempi e a rilasciare molto più velocemente permessi e concessioni per la ricerca, l’esplorazione e l’estrazione di idrocarburi sul nostro territorio. Perché l’Italia non può permettersi di aspettare decenni prima di sbloccare una concessione».
Bonelli accusa il governo
Angelo Bonelli boccia la scelta: «La scelta di Meloni è un atto d’irresponsabilità che serve a far fare più profitti alle società energetiche e a rendere più povere le famiglie. Un governo che blocca le rinnovabili e punta sul petrolio non solo è fuori dalla storia, ma costruisce una vera e propria tassa contro gli italiani».
Il confronto coinvolge direttamente la strategia energetica nazionale affidata al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
Fratoianni attacca i nuovi commissari
Nicola Fratoianni insiste sul versante delle rinnovabili: «Invece di fare un decreto per velocizzare lo sviluppo delle rinnovabili, Meloni vara un decreto che prevede anche un bel numero di poltrone da commissario. Che dire? Le lobby del petrolio hanno conquistato Palazzo Chigi e sequestrato la premier».
Il governo rivendica una strada più rapida verso l’autonomia energetica. L’opposizione vede invece un ritorno agli idrocarburi. Tutto parte da sette giorni di sconto sul diesel, ma il vero scontro riguarda ciò che accadrà quando quella settimana sarà finita. I provvedimenti ufficiali passeranno ora attraverso la pubblicazione e l’esame indicati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.

















