domenica, Novembre 28, 2021
Home Inchieste e storia della camorra “Pronto, con chi sto parlando? Sono Michele Zagaria”

“Pronto, con chi sto parlando? Sono Michele Zagaria”

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Il pentito Antonio Farina rivela di aver parlato al cellulare con il superlatitante per concordare un affare immobiliare a Maddaloni

Il superlatitante che rispondeva al cellulare. Stiamo parlando di Michele Zagaria, boss del clan dei Casalesi e prototipo del camorrista-imprenditore. A parlare della sua abitudine a colloquiare telefonicamente con gli affiliati, malgrado fosse ricercato in Italia e all’estero, è il pentito Antonio Farina. Rispondendo alle domande dei pm antimafia sul ruolo del boss Michele Fontana, soprannominato ‘o Sceriffo, Farina spiega com’è che riuscì a parlare telefonicamente con Zagaria. “Poco dopo la mia scarcerazione del novembre 2004, mi interessai di un grosso appalto per la costruzione di appartamenti residenziali nella zona di Maddaloni”, dice il pentito. “Si trattava di un grosso investimento per il quale investì direttamente Michele Zagaria”. Il collaboratore, sorprendendo gli stessi magistrati, aggiunge di aver parlato al telefono col latitante. “Lo contattai su un’utenza cellulare riservata”, fornitagli da un uomo rimasto senza nome nel verbale, e in quell’occasione “Michele Zagaria mi disse che si trattava di un investimento che non dovevamo farci sfuggire”. Lui avrebbe curato “la questione del calcestruzzo e a me sarebbe spettata la quota dell’estorsione”, in pratica il “due per cento del valore complessivo dell’appalto”.

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