Non si arrendono i sottufficiali della polizia municipale esclusi dalle selezioni per le promozioni a maggiori e, con una nuova istanza a firma dell’ex vicesindaco Riccardo Marone, chiedono al Tar di sospendere la delibera del consiglio comunale che, agli inizi di settembre, ha ratificato il passaggio di grado di cinquanta vigili. Vincitori contestati, questi ultimi, di una selezione che, secondo i detrattori, non sarebbe mai stata del tutto completata e che sarebbe addirittura in violazione del regolamento regionale della polizia municipale.

L'assessore comunale Alessandra Clemente
L’assessore comunale Alessandra Clemente

Una vicenda complessa in punta di fatto e di diritto con denunce e controdenunce che ha avvelenato il clima di quella che da più parti viene vista come una forzatura a favore di 50 tenenti passati, nel giro di pochi anni, a capitani e poi a maggiori. Secondo l’avvocato Marone, non sarebbe sufficiente la ratifica del parlamentino cittadino per sanare l’irregolarità dell’atto originario – la delibera di giunta – e, comunque, la disposizione del consiglio comunale sarebbe viziata da un difetto di motivazione.

Il comandante della polizia municipale, Ciro Esposito
Il comandante della polizia municipale, Ciro Esposito

«L’atto di convalida – si legge nei motivi aggiunti depositati davanti al Tar Campania dove già pende una precedente istanza di annullamento – deve contenere una motivazione espressa e persuasiva in merito alla sua natura e in punto di interesse pubblico». Passaggi che, nella delibera del consiglio comunale, mancherebbero.

Attilio Auricchio, capo di gabinetto del Comune di Napoli
Attilio Auricchio, capo di gabinetto del Comune di Napoli

Altro motivo di censura, da parte dei ricorrenti, è il fatto che il Comune abbia impiegato più di un anno a portare la delibera di promozione in consiglio comunale per poter «sanare così il vizio di incompetenza» già individuato dai giudici amministrativi in un precedente giudizio. Un lasso eccessivamente lungo che, secondo l’avvocato Marone, delinea un «vizio di sviamento di potere» perché avrebbe spostato nel tempo la pronuncia dei giudici.

Luigi de Magistris, sindaco di Napoli
Luigi de Magistris, sindaco di Napoli

È evidente quindi – scrive nelle conclusioni l’ex vicesindaco – il danno grave e irreparabile subito dagli esclusi «dal momento che, per effetto della delibera impugnata, i ricorrenti si ritrovano in posizione gerarchica inferiore rispetto a colleghi che hanno il medesimo inquadramento professionale e che non sono in possesso dei requisiti per l’avanzamento di grado. Non senza dire che il possesso di un grado superiore abilita i maggiori a concorrere a posizioni organizzative (tema già trattato da Stylo24, ndR) cui gli attuali ricorrenti non possono accedere».
La prossima udienza davanti al Tar è fissata per novembre.