Se ci sono i documenti, allora è fatta. Se non ci sono o sono incompleti – come sostengono i ricorrenti – allora la questione della promozione a maggiore di 50 capitani della polizia municipale di Napoli diventa particolarmente «spinosa».

Il comandante della polizia municipale, Ciro Esposito
Il comandante della polizia municipale, Ciro Esposito

E questo perché un gruppo di dieci caschi bianchi, che si sono sentiti danneggiati dalla scelta dell’Amministrazione comunale di avviare una progressione di carriera in seno al Corpo dalle modalità e dai contenuti assai contestati, ha querelato per falso il comandante Ciro Esposito e l’assessore Alessandra Clemente, finendo – a loro volta – controquerelati per calunnia. Una battaglia giudiziaria penale nella battaglia giudiziaria davanti alla giustizia amministrativa.

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Il comune ha 4 settimane di tempo per portare sul tavolo le carte che giustifichino la promozione a maggiore dei 50 capitani

Due giorni fa, la quinta sezione del Tar Campania (presidente Santino Scudeller, consigliere Diana Caminiti, estensore Paolo Marotta) ha depositato una ordinanza con cui, accogliendo la richiesta dell’avvocato Riccardo Marone, difensore dei vigili che lamentano l’illegittima promozione dei colleghi, impone al «Comune di Napoli di produrre in giudizio», nel termine di 30 giorni dalla comunicazione in via amministrativa dell’atto del Tribunale amministrativo, «tutti gli atti relativi alla procedura selettiva per 50 unità riservata al personale dipendente della categoria D, con qualifica di istruttore direttivo di vigilanza… e in particolare il provvedimento di approvazione della graduatoria finale».

L'assessore comunale ai Giovani, Alessandra Clemente
L’assessore comunale ai Giovani, Alessandra Clemente

Quest’ultimo passaggio è particolarmente importante perché proprio sull’assenza dell’approvazione della graduatoria si basano il ricorso e le doglianze dei vigili che si sono visti escludere dal passaggio di grado. L’Ente di Palazzo San Giacomo, che il 4 settembre scorso ha ratificato in consiglio comunale la delibera di giunta, dichiara da tempo che tutte le procedure sono state regolarmente espletate, mentre i ricorrenti affermano invece il contrario e dichiarano che la graduatoria finale non è mai stata approvata né completata, ragion per cui la promozione sarebbe illegittima.

Salomonicamente, il Tar ha quindi deciso di far calare le carte sul tavolo. Il Comune ha 4 settimane per dimostrare che la selezione è stata fatta seguendo le disposizioni di legge. In caso contrario, lo scenario sarebbe assai critico.

Sulla questione è intervenuta anche la deputata, e consigliera comunale del Pd, Valeria Valente: “Con una ordinanza di conferma della sospensione degli effetti della scandalosa delibera con la quale l’Amministrazione Comunale l’anno scorso aveva proceduto alla promozione a maggiore di 50 agenti di polizia locale, il Tar Campania ha ulteriormente confortato quanti, in Consiglio Comunale, nel Corpo di Polizia Municipale e in generale all’interno del Comune di Napoli, avevano denunciato lo scandalo di un atto che non soltanto infrangeva palesemente principi di legalità, ma anche di logica“.

“Ricordo infatti che con questa delibera, portata maldestramente a ratifica del consiglio nello scorso settembre, la giunta aveva utilizzato una vecchia procedura selettiva, indetta per tutt’altri motivi e mai conclusa formalmente, per consentire una progressione di carriera all’interno della Polizia Locale – ha aggiunto -. Il Corpo nel frattempo sta vivendo un clima di tensione e spaccature interne senza precedenti, grazie a una gestione organizzativa e politica che invece di premiare competenza, dedizione e qualità del servizio, coltiva quale unico valore fondamentale la fedeltà al capo, come dimostra l’incredibile vicenda dei trasferimenti punitivi, in merito alla quale sono ancora in attesa di una risposta dell’assessore Clemente a una mia interpellanza urgente”.

Poi la stoccata: “Faccio appello all’assessore, alla giunta e allo stesso sindaco affinché, senza attendere che il Tar si esprima nel merito il prossimo mese di luglio, l’atto contestato venga ritirato e si apra una nuova stagione all’interno del Corpo di Polizia Municipale promuovendo un clima di concordia e di azioni condivise”.