La Cassazione mette fine a una vicenda durata venti anni.

Ci sono voluti sette gradi di giudizio e tre passaggi in Cassazione, ma, dopo 20 anni di battaglie legali, l’isolotto di Vivara è tornato agli eredi di Domenico Scotto Lachianca, medico procidano che, nel 1940 lo lasciò in eredità all’ospedale civico Albano Francescano.

La Suprema Corte ha ritenuto che l’assistenza dell’Opera Pia non abbia rispettato le condizioni per cui era avvenuta la donazione alla Fondazione.

Decisione che mette a rischio l’assistenza prestata ai pazienti, il lavoro del personale, e la sopravvivenza stessa dell’ente. Anche perché, con l’isolotto (sottoposto a vincolo in quanto riserva naturale di Stato), sono stati perso anche beni immobili e terreni, rendito fondamentali, fino alla sentenza.