«La cultura non isola» è il tema del dossier con il quale la candidatura è stata presentata e accettata nel novero delle dieci città che si contendono il titolo

di Ilaria Riccelli

Si dovrà aspettare la fine di gennaio 2021 per sapere se Procida si aggiudicherà l’ambito titolo di capitale italiana della cultura 2022, ma nel frattempo il dossier presentato ha permesso all’isola di Procida di far parte delle 10 città finaliste candidate a Capitale della Cultura 2022, unica delle città campane ad avercela fatta. Per adesso è importante sostenere la candidatura anche a livello istituzionale. Il progetto è stato illustrato in commissione Cultura del consiglio comunale, a cui ha partecipato Agostino Riitano, project manager di “Matera capitale della cultura europea 2019”. “La candidatura di Procida è un progetto visionario ed epocale per il destino della città metropolitana di Napoli, ha esordito Agostino Riitano. Nel dossier presentato per la candidatura non c’è nessun “eventificio” né ci si limita alla valorizzazione dell’identità tradizionale e marinaresca dell’isola. Si tratta piuttosto della progettazione di politiche culturali pubbliche che producano effetti positivi per la comunità per i prossimi dieci anni”. Il titolo infatti non è soltanto un’onorificenza, rappresenta un impulso propositivo che inevitabilmente potrà coinvolgere l’intero territorio della città metropolitana di Napoli. Il tema del dossier “la cultura non isola” fa riemergere l’isola dalla condizione di “isolamento” cui concettualmente da sempre è relegata, e crea ponti tra” l’Isola di Arturo” e la terra ferma del flegreo e le altre isole disseminate nel golfo e nel mediterraneo, anche le piccolissime, che sono state già coinvolte nel progetto. L’idea è stata proposta prima della pandemia, ma con la pandemia stessa ha acquistato ancora più forza esplicativa e coerenza concettuale. La cultura è ontologicamente uno strumento per abbattere le barriere e creare ponti e legami tra le persone e le comunità: cosicché il mare che cinge l’isola di Procida non costituisce un divisorio ma un collegamento, un attraversamento che unisce. Laddove la cultura aggregativa costruisce ponti e connessioni, vengono superati tutti i confini identitari, politici e culturali, rifuggendo anche da quei modelli di sviluppo, ormai superati, fondati sull’over-tourism, che l’epidemia da Covid-19 ha smantellato mostrando tutte le fragilità economiche e culturali del sistema a cui appartengono. Il presidente di commissione Elena Coccia ha poi spiegato che “nei prossimi 50 giorni si dovrà sostenere il progetto favorendo, come ha richiesto il project manager Agostino Riitano, la più ampia cooperazione istituzionale, a partire ovviamente dalla Città Metropolitana e dalla Regione Campania. “Procida, ha detto Coccia, è metafora dell’incrocio tra la cultura intesa come valore identitario e la cultura intesa come rinnovamento e apertura al nuovo. La candidatura è stata l’occasione per una approfondita riflessione su che cosa sia la cultura, da non confondere con l’intrattenimento culturale, e sulla dialettica tra valori identitari e rinnovamento, binomio di cui Procida, come ha concluso Elena Coccia, è metafora”. La scelta in ogni caso sarà della giuria e del Ministero per i beni e le attività culturali, e dipenderà dalla approfondita valutazione degli elementi del progetto, oltre che dei presupposti su cui si fonda l’idea da cui nasce, e il modo in cui si prevede di attuarla, ma anche dal supporto che le istituzioni sapranno dare.

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