Avevano rinunciato alla prescrizione.

Dopo un processo lungo 9 anni, sono stati tutti assolti i manager ed ex vertici della Soresa che hanno preferito non avvalersi della prescrizione dei reati, incassando, come riporta un articolo del ‘Mattino’, a firma del collega Leandro Del Gaudio, una assoluzione nel merito, con la formula più ampia.

Si tratta di Vito Anelli, già amministratore delegato della General Eletrics Mediacl System Spa assistito dagli avvocati Barbara Berardi e Roberto Borgogno e Franco Coppi; Roberto Pepe, primario radiologo della Asl Napoli 1, assistito dall’avvocato Raffaele Miele, e Michele Ferone, amministratore della società Scoglio Spa di Napoli assistito dall’avvocato Ciro Arino.

Il processo che vedeva imputazioni di turbativa d’asta e peculato e che si è protratto per oltre nove anni, nasceva da un’indagine della Guardia di Finanza relativa ad una gara centralizzata del 2008 per la fornitura di 18 Tac destinate alle Asl della Campania.

Gli accertamenti si resero necessari dopo alcuni esposti che ipotizzavano la volontà da parte di alcuni esponenti della Soresa di favorire la General Electric nella fornitura di sofisticate apparecchiature per la Tav, dal costo di milioni di euro.

Tutto ruotava attorno alla formazione di una sorta di tavolo tecnico, all’interno del quale venne nominato dalla Soresa il primario Roberto Pepe, con il ruolo di anello di congiunzione tra pubblico e privato, nei rapporti con le varie società in campo per la realizzazione del progetto.

Un anno fa, la prescrizione per gli altri imputati (ne erano 14 in totale), tra cui Francesco Tancredi (ex direttore generale della Soresa) e l’ex dirigente Lucia Roncetti.