Flash mob il prossimo 5 maggio davanti il Tribunale partenopeo: «Il contraddittorio torni a essere reale, basta violazioni dei principi costituzionali»

di Luigi Nicolosi

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La giustizia 2.0 rischia di rivelarsi come uno dei frutti più avvelenati dell’emergenza coronavirus. Le nuove disposizioni stabilite dall’Esecutivo al fine di limitare il rischio contagio non vanno però affatto giù alla classe forense, che adesso di prepara a dare battaglia con una manifestazione di protesta. Una battaglia che in questo caso partirà proprio da Napoli, dove il prossimo 5 maggio circa mille penalisti sono attesi all’esterno del Tribunale per un sit-in.   

«Processo da remoto, un’idea che dal profondo delle coscienze di tutti i giuristi penalisti ingenera un remoto sconforto, la smaterializzazione del processo penale. Noi non ci stiamo, rivendichiamo il nostro ruolo, facciamo risorgere la nostra identità, facciamo sì che il processo rimanga nei confini costituzionali, come i padri costituenti lo hanno pensato: in contraddittorio, in un reale contraddittorio che solo la presenza fisica può garantire. Torniamo ad essere credibili, torniamo ad essere noi stessi!», è l’incipit della durissima nota diffusa nella serata di ieri.

Nel documento non c’è però soltanto la rabbia, ma anche alcune proposte concrete per rimettere in moto la macchina giudiziaria: «Come possiamo difendere i diritti dei cittadini se non riusciamo a garantire i nostri? Il processo penale è ostaggio di una politica troppo vicina ai media ma troppo lontana dalla realtà, allora alziamo la voce, gridiamolo a tutti, che riprendere si può, con tutte le cautele che l’emergenza Covid impone, noi vogliamo tornare a lavorare, vogliamo tornare ad indossare la nostra toga, vogliamo che la giustizia torni a fare il suo dovere. Tutto questo si può. Attraverso l’uso di guanti e mascherine, attraverso un alleggerimento dei ruoli di udienza e una calendarizzazione dei processi a orario».

Il 5 maggio 1.000 avvocati penalisti partiranno dunque da Napoli con un gesto di protesta contro il processo da remoto e cercheranno di sensibilizzare tutti i fori d’Italia con un flash mob fuori al Tribunale. «Su invito dell’avvocato Edoardo Cardillo, promotore dell’iniziativa, e di altri colleghi di pari spessore morale e professionale, noi avvocati penalisti ci terremo alla distanza di un metro, con mascherina e guanti, per dimostrare che tutti insieme, con le dovute accortezze, che si può».