venerdì, Maggio 20, 2022
HomeInchieste e storia della camorraDiciotto pentiti non sono serviti, cancellati 12 ergastoli ai boss

Diciotto pentiti non sono serviti, cancellati 12 ergastoli ai boss

Per il duplice omicidio di camorra di Fulvio Montanino e Claudio Salierno, avvenuto il 28 ottobre 2004, episodio che provoco’ la frattura nel potentissimo clan Di Lauro con la creazione di un gruppo autonomo cosiddetto degli ‘scissionisti’, dando il via alla prima faida di Scampia, la Corte di Assise di Napoli il 9 marzo 2017 aveva inflitto dodici ergastoli. In Appello le pene sono state rideterminate dopo la confessione di tutti gli imputati, e sono stati assolti i fratelli Antonio e Guido Abbinante, che in primo grado erano stati condannati come tutti al massimo della pena.

Il boss Paolo Di Lauro al momento della cattura da parte dei carabinieri

Le prove erano rappresentate dalle dichiarazioni offerte da ben 18 collaboratori di giustizia che, a vario titolo, avevano riferito ai pubblici ministeri della Direzione antimafia di Napoli le circostanze che avevano determinato la scissione e quelle attinenti alla deliberazione nonche’ alla esecuzione del duplice delitto di Montanino e di suo zio Salierno, il primo ritenuto il principale killer del clan Di Lauro.

Sono stati condannati a trenta anni di reclusione nove dei dodici coimputati che avevano confessato: Arcangelo Abete, Antonio Della Corte, Angelo Marino, Gennaro Marino, Ciro Mauriello, Enzo Notturno, Carmine Pagano e Cesare Pagano, ritenendoli meritevoli delle attenuanti generiche. Differente trattamento e’ stato riservato a Francesco Barone, Rito Calzone e Roberto Manganiello che hanno avuto 21 anni di carcere.

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